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giugno 29, 2013

strauben
Gli strauben (per la verità il termine in tedesco è normalmente solo al plurale die Strauben) sono un dolce fritto tipico dell'Alto Adige, della Baviera, di una parte dell'Austria (in particolar modo nella regione storica del Tirolo) e del Trentino ed è in quest'ultimo conosciuto col nome (sempre plurale) di Straboi o Stromboi (e con molti altri nomi simili). Nelle valli ladine è conosciuto con il nome di Furtaia in singolare.
Il nome deriva dal tedesco ‘Straub’ che significa "tortuoso, arricciato, disordinato, scompigliato", data la forma di questo piatto alquanto "contorta".
Solitamente questo tipo di dolce viene preparato in tutte le sagre di paese, che si svolgono nelle stagioni calde nelle piazze tirolesi.
L'impasto consiste in una pastella ottenuta dal miscelamento di: farina, burro, latte, grappa, uova e olio. La pastella viene successivamente versata nell'olio bollente, facendole prendere la forma di un vermicello arrotolato e arruffato.
A fine cottura viene posto su di un piatto e ricoperto da zucchero a velo e spesso accompagnato da marmellata di mirtilli rossi.
La ricetta presenta molte varianti, non essendovi nulla di critico: si può aggiungere alla pastella un cucchiaio di zucchero, si può tralasciare il burro e usare un po' di lievito in polvere, si può usare rum al posto della grappa.

Ricetta per persone n.
6

 

Ingredienti:
200 grammi di farina
un po' di sale, un quarto di latte
2 cucchiai di burro
una spruzzata di grappa o acquavite
due uova.




Preparazione: 30’

  • Mescolare nel latte tiepido la grappa, il sale e la farina.
  • Aggiungere poi i rossi d'uovo e lasciar riposare la pastella.
  • Incorporare i bianchi montati a neve.
  • Scaldare abbondante grasso (olio da frittura, strutto) in una padella e lasciar scendere la pastella attraverso un imbuto (esiste un apposito Straubentrichter!) in modo da creare una lunga spirale (il verbo strauben significa arricciare).
  • Quando è dorata da un lato, girarla in modo che sia ben dorata da tutte le parti.
  • Si mangia senza null'altro, oppure inzuccherata o con un po' di crema di susine (Zwetschgenmus).

 
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Stanitzeln
Se da Bolzano ci si dirige verso nord, si deve superare una stretta gola, si passa entro una sfilza di gallerie ed infine si giunge nella Val Sarentino. Questa valle singolare vive dello allevamento di pecore e bovini ed è nota oltre i suoi confini per la lavorazione del corno e per decorazioni e ricami eseguiti sul cuoio usando strisce ricavate dal fusto delle penne del pavone. I suo abitanti si distinguono per la grande attenzione rivolta alla conservazione delle loro tradizioni, il che ha fatto sì che i giovani restassero nella loro valle.
Qui troviamo deliziosi Strauben e Stanitzeln, frutto di pochi ingredienti e di tanta abilità.


Ricetta per persone n.
4

 

Ingredienti:
3 uova
150 grammi di zucchero a velo
100 grammi di farina.




Preparazione:
  • Le uova, lo zucchero e la farina vengono lavorati senza sbatterli, in modo da ottenere un impasto liscio.
  • Sulla piastra del forno imburrata vengono spalmati dei dischi di pastella di circa 12 cm di diametro e poi si informa e si cuoce delicatamente.
  • Toltili dal forno si piegano a cono ancora caldi e poi, quando sono freddi, si servono riempiti con panna montata.

    Consigli:
    Se si vuole rendere la ricetta più raffinata si può aggiungere all'impasto delle mandorle o delle nocciole macinate; occorre però variare un po' le dosi ed eliminare i rossi d'uovo (150 grammi di mandorle o nocciuole, 220 grammi di zucchero, 4 bianchi d'uovo, 60 grammi di farina).

 
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Muffin di zucca e cream cheese


Ricetta per persone n.
4

 

Ingredienti:
1 zucca
170 g di Philadelphia Classico
230 g di farina
2 uova sbattute
un pizzico di sale
una macinata di pepe
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino e mezzo di lievito per torte salate
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
una grattata di noce moscata
6 cucchiai di latte
70 g di burro fuso.





Preparazione: 30’ + 25’ di cottura

  • Pulire una zucca in modo da ricavarne 200 g, da tagliare a pezzetti e far cuocere al vapore per 15 minuti circa.
  • Poi passarla nello schiacciapatate raccogliendo il puré ottenuto in una terrina.
  • Incorporare 170 g di Philadelphia Classico, 230 g di farina, 2 uova sbattute, un pizzico di sale, una macinata di pepe, 1 cucchiaino di bicarbonato, 1 cucchiaino e mezzo di lievito per torte salate, mezzo cucchiaino di cannella in polvere e una grattata di noce moscata.
  • Quindi, poco alla volta e sempre mescolando, aggiungere al composto 6 cucchiai di latte e 70 g di burro fuso.
  • Distribuire il composto in stampini da muffins leggermente imburrati e spolverizzati con un velo di farina.
  • Trasferire i muffins in forno già caldo a 180°C e cuocere per circa 25 minuti.
  • Lasciare intiepidire i muffins e servirli con un ciuffetto di Philadelphia e 8 fettine di prosciutto crudo.

 
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Tiramisù con ciliegie ricoperte di cioccolato
Traggo una ricetta dal piccolo ricettario abbinato alle ciliegie di Vignola.


Ricetta per persone n.
4



Ingredienti:
250 gr di mascarpone
200 gr di panna
4 tuorli
20 ciliegie
3 cucchiai di liquore secco
100 gr di zucchero a velo
200 gr di cioccolato fondente tritato
6/7 savoiardi
24 ciliegie per decorare
carajo


Preparazione: 
  • Lavorate bene il mascarpone con lo zucchero e il liquore.
  • Unite un tuorlo alla volta sempre sbattendo con le fruste.
  • In una ciotola, a parte, montate la panna, poi amalgamatela con delicatezza alla massa di mascarpone.
  • Distribuite nelle coppe metà mascarpone, poi ricopritelo con i savoiardi spezzettati, le ciliegie snocciolate e un cucchiaino abbondante di cioccolato fondente tritato.
  • Decorate: sciogliete il cioccolato rimasto e quando sarà fuso, immergete le ciliegie, scolatele e fate solidificare sulla gratella.
  • Prima di servire le coppe al mascarpone, guarnitele con le ciliegie ricoperte.
Ciliegie Vignola
In Italia si producono circa 150.000 quintali di ciliegie di 150 differenti varietà. Solo una ventina sono, però, le eccellenze e fra queste il primo posto spetta al comune modenese di Vignola dove si coltivano ciliegie di particolare pregio di più varietà (durone, mora, …), destinate tanto al consumo quanto alla conservazione e alla trasformazione.
La zona di coltivazione si estende per circa mille ettari tra le province di Modena e Bologna e comprende, oltre a Vignola, 28 comuni delle zone pedecollinari.
I frutti del ciliegio dolce maturano a primavera inoltrata; la raccolta si protrae da fine maggio a tutto giugno. Frutti golosi e ricchi di buone proprietà nutrizionali, la loro polpa è, infatti, ricca di sali minerali come il potassio, il calcio, il ferro; con un buon contenuto di vitamina A e C, risultano essere diuretiche, rinfrescanti, astringenti.
La raccolta viene effettuata a mano e la disposizione sapiente in cassette e cesti ha regole precise, che consentono ai frutti di non rovinarsi durante il trasporto. Si utilizzano fresche ma anche in numerose preparazioni: marmellate, confetture, sciroppi, come aggiunta a yogurt e latte, candite, sotto spirito… Vengono usate anche in liquoreria per la preparazione dello cherry-brandy.
San Girolamo narra che il Ciliegio, originario dell’Asia, sia stato portato a Roma nel 68 a.C. da Lucullo che rientrava in Patria dalla città di Cerasonte. La coltura ebbe una diffusione limitata e sarebbe quasi scomparsa in epoca medievale, se i monaci non l’avessero tramandata fino a noi, grazie alla pace dei loro orti.Testi sulla tecnica di coltivazione, concimazione e potatura del ciliegio cominciano ad apparire solo dal XVI secolo; l’albero suscita interesse non solo per i frutti, in virtù della buona qualità del suo legname, utilizzato, oltre che in ebanisteria, anche per realizzare strumenti musicali quali i flauti e le canne d’organo.
Per tutto l’Ottocento il consumo delle ciliegie ebbe una diffusione di nicchia, riservata alle classi più abbienti. Il territorio di Vignola, tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento, vantava la coltivazione intensiva del gelso, legata alla bachicoltura; ma il crollo del prezzo della seta, dovuto alla concorrenza internazionale, spinse l’economia verso altri tipi di coltivazione e la frutticoltura prese piede sostituendo i gelsi. Il ciliegio, in particolare, conobbe la sua rivincita, fino a divenire la coltura predominante di queste zone.
Alle sue ciliegie Vignola dedica due importanti feste. La prima, in Aprile è la “Festa dei Ciliegi in Fiore”, per tre settimane, con sfilata di carri allegorici. All’inizio di Giugno “Vignola: è tempo di Ciliegie”, manifestazione culturale e gastronomica con mercato delle ciliegie e stand gastronomici con piatti a base di ciliegie: dai risotti alle marmellate, dai gelati ai liquori.

 
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cocktail Orient-Express
Ricetta per persone n.
1

 

Ingredienti:
4 cl Williams Reserv
1 pizzico di cannella
Sprite
Ghiaccio
Mini Pere sciroppate




Preparazione:
  • Mescolare la Williams Reserv con la cannella in un bicchierino e far riposare qualche minuto, attendendo che la cannella di depositi sul fondo.
  • Versare Williams e cannella attraverso un colino nel bicchiere sopra il ghiaccio e le mini pere tagliate a tocchetti.
  • Riempire con la sprite e mescolare brevemente

 
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giugno 28, 2013

Savor
Il Savor, in dialetto "savôr", è un dolce povero che si preparava nella famiglie contadine un'antica marmellata diffusa un tempo soprattutto in Romagna.
Il Savor (E' Savor, Savour) preparato nel periodo immediatamente successivo a quello della vendemmia, è strettamente legato alla preparazione della saba, dalla quale dipende in tutto e per tutto. Un tempo, si poneva in contenitori di terracotta e sigillati.
 
La preparazione della marmellata Savor
  • La preparazione di questa ricetta, veniva programmata nell'arco dell'anno, scegliendo con cura gli ingredienti, ognuno dei quali frutto di un momento
    stagionale diverso: bucce di melone e cocomero essiccate al sole e tagliate a listarelle sottili; carote tagliate a dadini; polpa di zucca a "tocchetti"; bucce di agrumi, limoni, cedri, arance, candite.
  • Frutta secca, come gherigli di noce, pinoli e mandorle dolci, ricavate dai noccioli delle albicocche, il tutto tritato fine.
  • Mele, pere volpine, mele cotogne, albicocche-pesche o fichi essiccati al sole e sminuzzati, uvetta passita e ogni altra frutta fresca, a volontà.
  • Nel mosto, il fiore della spremitura, non ancora fermentato e portato a metà cottura per circa 4 ore, come per fare la saba, si immettono tutti gli ingredienti a disposizione, tagliati a pezzetti o sminuzzati e miscelati,
    e dalla cui varietà di scelta dipende un risultato più ricco e saporito.
  • Il composto che bolle lento, và mescolato di frequente, con mestolo di legno, e con calma, tempo e attenzione, lasciando intatta la frutta, e avendo cura che questa sia completamente immersa nello sciroppo di vino.
  • Terminata la cottura, dopo circa 5-6 ore, si lascia raffreddare per almeno una notte intera e si mette in vasi a chiusura ermetica.
  • Era reperibile anche nelle bancarelle in occasione delle festività o sagre paesane e fino a tutto il periodo di Quaresima.
  • Il risultato di questo prezioso e provvidenziale piatto invernale, è una marmellata dalla consistenza... sugosa, ed è l'accompagnamento ideale per le merende, le colazioni , il pane e la piadina, i formaggi freschi o stagionati.
  • Indispensabile nella preparazione di dolci casalinghi, delle crostate e dei tortelli di carnevale.
savor1
La ricetta per il Savor:
Si prendono 8 litri di mosto d'uva nera (sangiovese) e si fa bollire fino a quando il mosto sia ben denso e sia rimasto circa 2 litri. In questo concentrato zuccherino si mettono a bollire 2,5 Kg. di frutta autunnale, pere, mele, mele cotogne sbucciate e tagliate a dadi piuttosto grossi, fichi, gherigli di noci e gherigli di mandorle sbucciati, scorza di limone non trattato, poca cannella. Quindi si procede come per una normale marmellata. Quando il savor avrà raggiunto la consistenza desiderata si mette, ancora bollente, in vasi dalla chiusura ermetica e si conserva.

 
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sabadoni

I Sabadoni sono dolci tipici Romagnoli, tipo ravioli ripieni, che si fanno nel perdiodo successivo alla vendemmia visto che si realizzano con la Saba e il Savor.
Il ripieno viene preparato con il Savor miscelato alle purea di castagne, questo avveniva in collina, perchè una volta solo li disponevano di questo frutto, in pianura invece mettevano i fagioli, ad oggi in molte ricette si mettono entrambi.
Ricetta per persone n.
4
Per la sfoglia: 1000 gr. di farina
4 uova
5 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
latte tiepido per impastare


 

Per il ripieno:
500 gr. castagne cotte
200 gr. fagioli borlotti
mezzo vasetto di mostarda
cacao (non ce lo abbiamo messo)
saba
1 limone
2 cucchiaini  di zucchero


Preparazione: 30’
  • Cuocere le castagne con acqua e poco zucchero.
  • Frullare nel robot le castagne, i fagioli, la mostarda, la saba, la buccia grattugiata di un limone, lo zucchero ed eventualmente il cacao.
  • Fare un impasto con la farina, le uova, lo zucchero, il lievito e latte q.b.
  • Tirare la sfoglia con la macchinetta. Quelli giusti sono nel terzo buco passati 2 volte.
  • Riempire i sabadoni con un cucchiaino di ripieno e richiudere a piacere.
  • Infornare a forno caldo a 180° 25 minuti circa.
  • Devono essere ben dorati.
  • Bagnarli con la saba.

 
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giugno 27, 2013

piramide-alimentare
Imparare a mangiare in modo corretto, conoscere i prodotti e la loro storia, sapere scegliere con cognizione di causa tra le proposte del mercato: l'educazione alimentare è tutto questo.
Distrazioni e buone regole
Televisione, cattiva maestra.
La televisione, come è noto ha un’enorme influenza sui piccoli ascoltatori, e può incidere anche sulla loro salute fisica, non solo perché la pubblicità attrae l’attenzione dei bambini su prodotti golosi o confezionati in modo appariscente ma poco salutari, ma anche perché è un passatempo sedentario e poco stimolante. 

Spesso la TV ruba tempo all'attività fisica e questo, unito al fatto che i bimbi, seduti davanti allo schermo, amano “sgranocchiare”, può sbilanciare l'equilibrio calorico giornaliero. Le statistiche più aggiornate indicano che un ragazzo che guarda la televisione a lungo durante la giornata, ha maggiori probabilità di diventare obeso rispetto a un suo coetaneo che ha altri passatempi.
La televisione, inoltre, può causare un particolare tipo di affaticamento della vista (ocular discomfort) caratterizzato generalmente da pesantezza delle palpebre e arrossamento degli occhi, a volte accompagnati da bruciore, brevi appannamenti della vista e tendenza a lacrimare.

È infine essenziale, soprattutto nell'età della crescita, mantenere una posizione corretta nel guardare la televisione e, comunque, variare la postura di tanto in tanto, concedendosi delle soste (eventualmente durante gli spot pubblicitari) per sgranchirsi un po'. Questo per evitare tensioni muscolari che, nel tempo, possono favorire problemi di scoliosi, cifosi o lordosi.
bambini_bibite_dolci
Anoressia, bulimia ed altri disturbi alimentari.
Limitandoci a considerare il comportamento alimentare, non c'è dubbio che la proposta di modelli estetici di successo attraverso i media abbia contribuito largamente al diffondersi di alcuni gravi disturbi, primo tra tutti l'anoressia e le cifre, purtroppo, sono ogni giorno più allarmanti. La donne sono più colpite rispetto agli uomini, ma sono in aumento anche i casi di anoressia e bulimia tra la popolazione maschile. Date le dimensioni del problema, è in via di realizzazione un progetto sui disturbi alimentari realizzato dal Ministero della Sanità e dalla "Commissione di studio per l'assistenza ai pazienti affetti da anoressia e bulimia nervosa" per cui verrà istituito un Osservatorio Nazionale dei disturbi alimentari, che coinvolgerà tutte le regioni italiane.


È importante saper riconoscere i disturbi alimentari nei figli adolescenti alle prime avvisaglie: un forte dimagramento o ingrassamento, la maniacalità nel seguire certe auto imposizioni dietetiche, la morbosità nel controllare il proprio peso, frequenti fughe in bagno dopo mangiato, il fatto di abbuffarsi in segreto… questi sono tutti indizi di un cattivo rapporto con il cibo, ma, soprattutto con se stessi e con la società. Non bisogna fermarsi alla spiegazione del fatto come semplice complesso estetico, bensì ricostruire le cause profonde del disagio, prepararsi ad una guarigione lenta e faticosa ma possibile e soprattutto, prendere in considerazione l’eventualità di affidarsi a medici e psicologi. Questo genere di patologie, infatti, non sono diverse dalle altre malattie psichiche e, per essere debellate, vanno affrontate con cure ed attenzioni, sia mediche che psichiatriche.
bambini-dolci

 
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piramide-alimentare
Tanti concetti in uno.
Imparare le regole che permettono di mangiare in modo sano ed equilibrato e rispettarle intorno alla tavola di casa, essere attenti a quello che offrono mense, ristorazione e negozi, riconoscere i buoni prodotti, non lasciarsi condizionare all’eccesso dalla pubblicità sono a grandi linee le regole che sommate risultano essere “l’educazione alimentare”. Rispettarle, come per ogni altra disciplina richiede un minimo di impegno e di informazione ma è importante essere coscienti che una sana alimentazione rappresenta il primo, e più semplice intervento di prevenzione a tutela della salute e dell’armonia fisica e che l’abitudine sin dall’infanzia ad un corretto rapporto con il cibo è la premessa per conquistare la così detta “sana e robusta costituzione” ed è fondamentale anche per la serenità  del carattere.
frutta

Una questione di abitudine.
“L’educazione”, in tutti i sensi, è una questione di abitudine a determinate regole; se, fin da piccoli, si segue un buon esempio, infatti, è facile conservare l’insegnamento anche da adulti. Naturalmente, l’alimentazione non può prescindere dai gusti personali, dall’appetito e dalle necessità che i diversi stili di vita impongono ad ognuno, si tratta dunque di “interpretare” le sue regole, senza che il piacere di mangiare in modo sano si trasformi in un obbligo angosciante o in una mania ossessiva.

 

Chi ben comincia…
Un rapporto cosciente con il cibo è già in atto ben prima dell’allattamento, quando ancora si è ospiti del pancione materno; il liquido amniotico veicola, infatti, numerosi stimoli chimico-sensoriali che il feto è in grado di percepire. Fin dal secondo trimestre di gravidanza iniziano a funzionare le papille gustative, mentre le strutture responsabili dell'olfatto funzionano dalla trentesima settimana.

La dieta della futura mamma incide sulla composizione del sangue materno e, di conseguenza, influisce sul liquido amniotico, attraverso il quale il feto riceve i diversi stimoli gustativi.


Dopo la nascita, le esplorazioni dell'universo alimentare materno proseguono con l'allattamento. Molti alimenti influenzano il gusto del latte e i bambini riconoscono fin dai primi giorni di vita gli aromi tipici dell'alimentazione materna. E’ curioso che, normalmente, l'aroma di determinati alimenti capaci di modificare il sapore del latte (per esempio l'aglio), non disturbino i neonati la cui madre ha consumato quegli stessi alimenti durante tutta la gravidanza.


 
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giugno 26, 2013

truffes
Ricetta per persone n.
6


Ingredienti:
Per i due dischi:
5 uova
175 g di zucchero
110 g di farina
35 g di polvere di cacao
6 g di lievito in polvere
60 g di burro fuso



Per la mousse:
2 albumi
2 tuorli
60 g di zucchero
200 g di cioccolato fondente fuso
50 g di acqua tiepida
250 g di panna montata



Preparazione: 25’ + 50’ di cottura
  • In una capace casseruola sbattete le uova (che avrete tempestivamente tolto dal frigorifero in modo da utilizzarle non fredde) insieme allo zucchero.
  • In un'altra casseruola mescolate la farina alla polvere di cacao e al lievito in polvere: a questo punto potete aggiungere il composto ottenuto alla crema di uovo e zucchero precedentemente preparata.
  • Quindi incorporate il burro fuso e versate il composto nella tortiera che dovrà avere un diametro di 24 cm.
  • Un trucco: per staccare perfettamente il composto dalla tortiera una volta che sarà cotto, il pasticcere posiziona una fascia di pellicola trasparente per alimenti semirigida sul bordo interno della tortiera.
  • Mettete in forno caldo a 200° per 30 minuti circa.
  • Terminata la cottura togliete il dolce dalla tortiera, dividetelo a metà orizzontalmente in modo da ottenere due dischi di 1 cm di spessore.
  • Avrete in questo modo ottenuto la base e lo strato intermedio della Torta Truffes.
  • Montate a neve ferma gli albumi con metà dello zucchero e usate l'altra metà per montare i tuorli.
  • A questo punto mescolate l¹acqua tiepida al cioccolato che avrete nel frattempo fuso in modo da rendere la crema più liquida e aggiungetela ai tuorli; mescolate bene, quindi incorporate anche gli albumi montati.
  • Solo alla fine aggiungete la panna montata.
  • Prendete il primo dei due dischi, che come già detto deve avere uno spessore di 1 cm circa e ponetelo in uno stampo alto circa 4 cm.
  • Spalmateci sopra la mousse al cioccolato che avete preparato, in uno strato di circa 2 cm, poi aggiungete il secondo disco di pan di Spagna inumidito con uno sciroppo di acqua e zucchero, quindi ancora la mousse fino a raggiungere l'orlo dello stampo.
  • Come presentarlo:
  • Dopo aver "assemblato" la torta, lasciatela raffreddare e quindi fategli prendere ancora una maggiore consistenza in frigorifero dove la dovrete tenere per un'ora circa.
  • Cospargete il bordo del dolce con codette di cioccolato, spolverizzate la superficie con polvere di cacao e quindi decorate con una truffle di cioccolato fondente o con la mousse della farcitura avanzata e con chicchi di pistacchio.
  • Se volete presentare la torta come fanno da Early Beck, potete inserire in un cono del cioccolato fondente sciolto a bagnomaria e creare un reticolo sul fondo di uno stampo da zuccotto.
  • Una volta rassodato il cioccolato, staccatelo dallo stampo, posizionatelo sulla torta , guarnitelo con un alchechengi e spolverizzate con il pistacchio.

 
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Clafoutis alle mele con cacao e salsa di cioccolato al latte
Ricetta per persone n.
4

Ingredienti:
Per il Clafoutis:
    Panna fresca gr.250
    Uova intere gr.120 pari a due uova grandi
    Tuorli gr.60 pari a tre
    Zucchero semolato gr.100
    Nocciole tostate in polvere gr.70
    Farina gr.10
    Cacao in polvere gr.50

Per la salsa al cioccolato al latte:
    Panna fresca gr.100
    Latte intero gr.150
    Cioccolato al latte gr.500





Preparazione: 40’
  • Setacciare insieme le nocciole, la farina, il cacao e lo zucchero.
  • Incorporarvi gli altri ingredienti poco alla volta senza che si formino grumi. Per una migliore consistenza conservare una notte in frigorifero.
  • Imburrare ed infarinare degli stampi monodose possibilmente bassi e larghi e riempirli a metà.
  • Depositare sopra ciascuno degli spicchi sottili di mele ranette che avrete precedentemente fatto saltare in padella con poco burro, zucchero e un rametto di rosmarino.
  • Spolverate gli stampini così riempiti con zucchero a velo ed infornate a 180°per 12 minuti circa.
  • A parte preparate la salsa.
  • Sminuzzate il cioccolato al latte.
  • Fate bollire panna e latte insieme (solo se la dose è questa, altrimenti bollite solo il latte).
  • Versate il composto sopra il cioccolato ed emulsionate.
  • Sfornare i clafoutis e servirli tiepidi accompagnati dalla salsa al cioccolato e da panna montata.
  • Per decorare potrete utilizzare dei rametti di rosmarino bagnati nelle chiare d'uovo e poi ricoperti di zucchero zeffiro.

 
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fragole
Ritorna in Val Martello la tradizionale festa dedicata esclusivamente al gusto inconfondibile delle fragole di montagna. 

La fragola, caratterizzata da un sapore dolce e delicato, da un ottimo profumo e da un colore rosso intenso è un frutto antico, conosciuto già all’epoca dei Romani che per il profumo la chiamavano fragrans. A questo delizioso frutto, che può essere consumato in macedonie, con il gelato, da solo e addirittura in piatti salati, ogni anno in Val Martello viene dedicata una festa per celebrarne l’inizio del raccolto; festa che quest’anno si terrà il 29 e il 30 giugno 2013. La Val Martello, anche nota come la valle dei piccoli frutti, è una valle laterale della Val Venosta situata nel bel mezzo del Parco Nazionale dello Stelvio. 


 

Con zone coltivabili situate da 900 m a 1.800 m sul livello del mare è la zona di produzione più importante d’Europa per gustose fragole di montagna; infatti l’altissima qualità di questo frutto è attribuibile soprattutto al clima mite e asciutto, caratterizzato da giornate calde e notti fresche, tipico della valle in cui vengono coltivate. Inoltre, grazie alle altitudini delle zone di produzione, la maturazione delle fragole avviene in modo più lento e per questo motivo vengono raccolte soltanto quando la maggior parte delle altre zone di produzione europee ha già terminato la raccolta. Le fragole, coltivate esclusivamente al suolo, assorbono tutte le proprietà distintive dei terreni di montagna che donano ai frutti il loro caratteristico aroma. 

La Festa delle Fragole che si terrà nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 giugno si presenta quindi come un gustoso appuntamento, occasione imperdibile per degustare e acquistare il dolce tesoro della Val Martello e per assaggiare i prodotti tipici della tradizione altoatesina presso i vari stand del mercato. Inoltre ci saranno concerti, si organizzeranno suggestive gite in carrozza e visite guidate al campo sperimentale delle fragole e alla Cooperativa MEG (Cooperativa Produttori Val Martello, socio VI.P) che per l’occasione aprirà le porte della sua azienda a turisti e buongustai. A dare il via ai festeggiamenti, non poteva mancare la famosissima torta gigante di fragole che sarà offerta a tutti i presenti. Come ogni anno ci sarà anche l’incoronazione della nuova Regina delle Fragole Altoatesina e anche i più piccoli potranno divertirsi grazie all’intrattenimento dei clown e del castello gonfiabile. Questa festa, che vuole essere un ringraziamento alla terra da parte degli agricoltori per il meraviglioso frutto delle fragole, rappresenta un evento imperdibile per buongustai e amanti della natura in una cornice davvero unica come quella della Val Venosta e della Val Martello. 

Le fragole della Val Martello
Coltivate tra i 900 e i 1.800 metri, con un periodo di raccolta che va da giugno a settembre per le aree più vicine ai ghiacciai, le fragole in Val Martello sono coltivate con passione dagli anni ’60, quando sono state sviluppate in pieno le potenzialità climatiche di questa straordinaria vallata. Il particolare clima secco e mite e l’elevata altitudine fa sì che le fragole crescano e maturino molto lentamente e sempre sotto il sole che conferisce loro un particolare aroma, oltre a renderle disponibili sul mercato in periodi considerati altrimenti “fuori stagione”. Nel 1989 i principali produttori della valle si sono uniti dando vita alla Cooperativa Produttori Val Martello (MEG), per occuparsi direttamente della consulenza della lavorazione e della commercializzazione delle fragole. MEG fa a sua volta parte del consorzio VI.P, l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta.

Programma Festa delle Fragole 2013
- Sabato 29 Giugno
Ore 11.00 Inaugurazione ufficiale della festa
Ore 12.00 – 14.30 Incontro della musica popolare con Michael Gamper, Lara Bianca Fuchs e tanti altri gruppi e cantanti
Ore 14.30 Primo taglio della torta gigantesca di fragole con la regina delle fragole altoatesina Kathrin
Ore 15.30 Intrattenimento musicale
Ore 20.00 Grande festa nel tendone con i “Jungen Rodltaler”
Ore 24.00 estrazione di mezzanotte
- Domenica 30 Giugno
Ore 10.00 inizio della festa con la banda musicale di Martello “Frühschoppen“
Ore 14.30 inaugurazione del nuovo mondo della fragola a Trattla
Ore 15.30 incoronazione della nuova regina delle fragole altoatesina
Ore 16.00 Intrattenimento musicale
Ore 20.00 Estrazione della grande lotteria delle fragole
Altri appuntamenti:
• Mercato con prodotti tipici di produzione contadina
• Gite in carrozza
• Presentazione dei prodotti di qualità altoatesine
• Porte aperte sul campo sperimentale delle fragole
• Porte aperte alla cooperativa MEG
Per i bambini:
• Il castello gonfiabile del AVS
• Clown
Per informazioni:
Web: www.vip.coop
Tel: +39 0473 744700
E-Mail:meg@vip.coop
Web: www.festadellefragole.it

 
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giugno 24, 2013

cioccolato disegno
Le origini del cioccolato sono molto antiche e vengono abitualmente fatte risalire al periodo Maya, popolo che fu probabilmente anche il primo a coltivare la pianta del cacao. La pianta che oggi conosciamo è frutto di incroci e selezioni iniziate già 35000 anni fa. Il consumo del cacao avveniva in modo molto differente da quanto avviene oggi: i semi di cacao una volta essiccati venivano macinati e disciolti in acqua, con l’aggiunta di cannella e peperoncino per migliorarne il sapore, decisamente amaro e forte. Da ciò si può dedurre che la bevanda fosse apprezzata maggiormente per le sue caratteristiche corroboranti e stimolanti che per il gusto, effetti che erano ben noti agli antichi utilizzatori, pertanto la bevanda veniva impiegata durante le veglie dei sacerdoti e particolarmente apprezzata dal sovrano Montezuma che si dice ne consumasse decine di tazze al giorno. Le fave di cacao erano considerate un bene prezioso, al punto di essere impiegate come moneta e venire conservate nei forzieri assieme all’oro e ai preziosi.
Oggi la pianta del cacao è coltivata in diversi Paesi, principalmente in Costa d’Avorio, Ghana, Indonesia, Nigeria, Brasile, Cameroon, Ecuador, Repubblica Dominicana e Papua Nuova Guinea. Altri Paesi dove viene coltivata sono inoltre Madagascar, Malaysia, Messico, alcune isole Caraibiche quali Granada e Cuba, e alcune isole del Pacifico come Samoa.
cioccolato origine
600 dC:
Ai Maya si fa risalire la più antica piantagione di cacao. I semi di cacao vengono considerati un bene prezioso e vengono usati per preparare una bevanda, il xocoatl, dal gusto molto speziato e intenso. 


1200:
Ha inizio la dominazione Azteca sui Maya, il cacao continua a venire utilizzato come bevanda, anche dall’imperatore Montezuma, e inizia a venire aromatizzata con la vaniglia 


1500 Cristoforo Colombo prima, e Cortes poi, scoprono nelle Americhe la pianta del cacao e ne portano per la prima volta i semi in Europa. Da questo momento in poi, grazie ai frequenti commerci degli spagnoli con le colonie americane, il cioccolato si inizia a introdurre nel vecchio continente, sempre consumato solo come bevanda. 



Dapprima gli spagnoli seguono la ricetta degli Aztechi, con ulteriore aggiunta di peperoncino e spezie piccanti, in seguito si inizia a aggiungere anche lo zucchero, ma anche la cannella e la vaniglia, per un cacao dal gusto più dolce e morbido.

Fine 1600
inizia la diffusione estesa in Europa del cacao: Belgio, Germania e Svizzera, ma anche Austria e Italia.
In Italia, i maestri veneti e fiorentini diedero vita all'arte della preparazione del cioccolato e iniziarono ad esportare i loro prodotti. In Inghilterra sorsero numerose Chocolate House, dove solo le classi più ricche potevano accedere ad un piacere allora molto costoso. 


Metà 1800
Il cioccolato inizia ad essere accessibile anche ad un pubblico più vasto, la qualità del prodotto viene migliorata sempre più e si dà vita a sempre nuove varietà. 


1875 Daniel Peter, uno svizzero, aggiunge al cioccolato del latte condensato: per la prima volta il cioccolato può essere mangiato anche in forma solida.



 
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giugno 23, 2013

torta di crepes al cioccolato
I dolci, croce e delizia della nostra alimentazione! Ci sono quei fortunati/sfortunati a cui non piacciono e a cui non fanno nessun effetto ma per la maggior parte delle persone sono tentazioni a cui è difficile resistere!
Oggi vediamo una tabella con le calorie dei dolciumi più comuni, vediamo con cosa conviene cedere ai peccati di gola!

 
Kcal per 100 g.
Babà al rhum
250
Babà al rhum -uno-
330
Bacio di dama
520
Bicciolani (dolcetti di Vercelli)
500
Bignè
375
Bignè -uno-
115
Birbanti (dolce dell'Umbria)
390
Brazel (dolce del Trentino)
400
Brioche semplice -una-
400
Brioche alla crema -una-
450
Brioche alla marmellata -una-
420
Cacao amaro
320
Cacao zuccherato
363
Cannoli alla crema
570
Cannoli alla crema -uno-
230
Cannoli siciliani
380
Caramelle
400
Caramello
380
Castagnaccio
550
Cicerchiata (dell'Abruzzo e Molise)
500
Cioccolato al latte
565
Cioccolato al latte e nocciole
570
Cioccolato fondente
542
Cioccolato gianduia
513
Colomba
350
Colomba -una fetta-
530
Crema Chantilly
650
Crema al cioccolato
500
Crema alla nocciola
480
Crema pasticcera
300
Creme caramel
280
Crepe suzette
370
Croccante
480
Crostata alla frutta
540
Crostata alla frutta -una fetta-
540
Crostata al cioccolato
590
Crostata al cioccolato -una fetta-
590
Kcal per 100 g.
Gelatina di frutta
252
Gelato artigianale alla frutta
190
Gelato artigianale alla frutta -un cono-
100
Gelato artigianale alle creme
220
Gelato artigianale alle creme -un cono-
220
Gelato artigianale al cioccolato
240
Gelato artigianale al cioccolato -un cono-
240
Gelato confezionato al cacao
180
Gelato confezionato alla frutta
160
Gelato confezionato alle creme
200
Gelato confezionato al latte
125
Gelato confezionato alla panna
205
Ghiacciolo qualunque gusto
115
Krapfen
380
Marron glacé
390
Marzapane
490
Pan di Spagna
425
Pandoro
500
Pandoro -una fetta-
480
Panettone
350
Panettone -una fetta-
530
Panforte
400
Pan pepato
400
Pasta brisé
450
Pasta choux
550
Pasta di mandorle
480
Pasta frolla
500
Pasta sfoglia
530
Plumcake
450
Torrone
500
Torta Margherita
530
Zuppa inglese
250

 
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