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dicembre 31, 2013

Il vino Aleatico di Puglia Doc è un rosso dolce, che deve le sue caratteristiche all’appassimento delle uve direttamente in vigna o su stuoie, dopo la loro raccolta. Si produce in due tipologie, dolce naturale e liquoroso dolce naturale. L’Aleatico di Puglia Doc è, infatti, un vino dolce da dessert, ma si beve spesso fuori pasto come vino corroborante.

Caratteristiche organolettiche e vitigni.
Il vino Aleatico di Puglia Doc si ottiene da uve del vitigno Aleatico per almeno l’85%, con l’eventuale aggiunta di uve Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo, fino a un massimo complessivo del 15%. Queste uve donano al vino il suo caratteristico colore. L’Aleatico ha, infatti, un bel colore rosso granato con riflessi violacei quando è giovane, tendente all’arancione con l’invecchiamento. Aroma delicato, con un sentore fruttato di prugne e ciliegie, frutti di bosco e spezie. La versione dolce naturale, sia base che Riserva, ha un sapore pieno e moderatamente dolce, scarsamente tannico e sapido, robusto di corpo ed equilibrato, e con una gradazione alcolica minima di 15°. La versione Liquoroso ha invece un sapore più caldo e dolce, e una gradazione alcolica piuttosto elevata, di almeno 18,5°, a differenza dei 15° della versione base e Riserva. Si precisa che la qualifica di “Riserva” la ottiene dopo i tre anni di invecchiamento.

vino-aleatico-di-puglia

L’Aleatico di Puglia Doc a tavola.
Si gusta soprattutto con dolci a pasta non lievitata, come le crostate (soprattutto con la marmellata di frutti rossi), le zeppole, la pasticceria secca di pasta di mandorle e alcuni dolci tipici quali le caratteristiche mendule turrate, mandorle tostate con lo zucchero, le susamelle e le castagnelle, dessert a base di pasta di mandorle e cioccolato.

Si consiglia di bere l’Aleatico di Puglia Doc entro cinque anni dalla vendemmia, anche se la tipologia Riserva, nelle migliori annate, si può degustare entro i dieci anni. L’Aleatico Doc si serve in calici per vini dolci passiti a una temperatura tra i 12 e i 14° oppure tra i 14 e i 16° nella versione Riserva.

La Doc Aleatico di Puglia è stata riconosciuta con DPR del 29 maggio1973 pubblicato sulla GU del 20.08.1973. Ogni etichetta deve riportare la Denominazione di Origine Controllata, la Regione di provenienza, la Denominazione del prodotto costituita dall’abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell’imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.

Un po’ di storia.
L’Aleatico di Puglia Doc si produce in tutta la Puglia da tempi immemorabili. Si dice che sia stato introdotto in Italia dai Greci. Per altri invece la vite è di provenienza toscana, probabilmente ottenuta da una mutazione del Moscato nero.

Citazioni.
*L’omonimo vitigno è citato da Pier de’ Crescenzi già nel 1303, ma senza nessun accenno alle sue origini. Pier de’ Crescenzi era un agronomo, nato a Bologna verso il 1233, morto nella stessa città verso il 1320, autore dell’Opusruralium commodorum (Liber cultus ruris), composto tra il 1304 e il 1309 e considerato il più importante trattato di agronomia medioevale, che trattava anche di viticultura.
*Ne parla anche Giuseppe Baldassarre, relatore e sommelier AIS (Associazione Italiana Sommeliers) nel suo libro “Il fascino antico e nuovo dei vini dolci di Puglia”.

Curiosità.
Il vitigno Aleatico ha il grappolo di forma allungata, che si riconosce dagli acini sferoidali con una buccia di colore blu molto pruinosa e di medio spessore. In Toscana è conosciuta una versione di questo vitigno a bacca bianca che si chiama Liatico.

vini pugliadoc

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La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale e Capodanno per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale e Capodanno possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

Scopri tutte le gustose ricette di Dolci e dessert per Natale facili da preparare e ottime in ogni occasione con la cucina di Il Mondo dei Dolci.

Ingredienti: per 6 persone

500 g di fichi secchi
100 g circa di mandorle tostate
75 g di cacao amaro
vino cotto

Fichi al cioccolato

Preparazione: 30’ + 15’ di cottura

  • Aprite i fichi, inserite all’interno una mandorla tostata o due, spolverizzateli con abbondante cacao, richiudeteli.
  • Disponeteli su una lastra foderata con l’apposita carta e cuocete in forno caldo a 170° per 15 minuti circa.
  • Ritirate, sistemate i fichi a strati in una terrina spolverizzando ogni strato con il cacao e spruzzandoli con il vino cotto.
  • Sigillate il recipiente con la pellicola, lasciate insaporire fino al momento di servire.

Quanto nutre una porzione: 383 calorie

 

Vino consigliato: Aleatico di Puglia Dolce Naturale Riserva

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l vino Aleatico di Puglia Doc è un rosso dolce, che deve le sue caratteristiche all’appassimento delle uve direttamente in vigna o su stuoie, dopo la loro raccolta. Si produce in due tipologie, dolce naturale e liquoroso dolce naturale. L’Aleatico di Puglia Doc è, infatti, un vino dolce da dessert, ma si beve spesso fuori pasto come vino corroborante.

Caratteristiche organolettiche e vitigni.
Il vino Aleatico di Puglia Doc si ottiene da uve del vitigno Aleatico per almeno l’85%, con l’eventuale aggiunta di uve Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo, fino a un massimo complessivo del 15%. Queste uve donano al vino il suo caratteristico colore. L’Aleatico ha, infatti, un bel colore rosso granato con riflessi violacei quando è giovane, tendente all’arancione con l’invecchiamento. Aroma delicato, con un sentore fruttato di prugne e ciliegie, frutti di bosco e spezie. La versione dolce naturale, sia base che Riserva, ha un sapore pieno e moderatamente dolce, scarsamente tannico e sapido, robusto di corpo ed equilibrato, e con una gradazione alcolica minima di 15°. La versione Liquoroso ha invece un sapore più caldo e dolce, e una gradazione alcolica piuttosto elevata, di almeno 18,5°, a differenza dei 15° della versione base e Riserva. Si precisa che la qualifica di “Riserva” la ottiene dopo i tre anni di invecchiamento.

L’Aleatico di Puglia Doc a tavola.
Si gusta soprattutto con dolci a pasta non lievitata, come le crostate (soprattutto con la marmellata di frutti rossi), le zeppole, la pasticceria secca di pasta di mandorle e alcuni dolci tipici quali le caratteristiche mendule turrate, mandorle tostate con lo zucchero, le susamelle e le castagnelle, dessert a base di pasta di mandorle e cioccolato.

Si consiglia di bere l’Aleatico di Puglia Doc entro cinque anni dalla vendemmia, anche se la tipologia Riserva, nelle migliori annate, si può degustare entro i dieci anni. L’Aleatico Doc si serve in calici per vini dolci passiti a una temperatura tra i 12 e i 14° oppure tra i 14 e i 16° nella versione Riserva.

La Doc Aleatico di Puglia è stata riconosciuta con DPR del 29 maggio1973 pubblicato sulla GU del 20.08.1973. Ogni etichetta deve riportare la Denominazione di Origine Controllata, la Regione di provenienza, la Denominazione del prodotto costituita dall’abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell’imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.

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dicembre 30, 2013

La creme brulèe ha la sua storia e il suo perché, mille gusti provati e approvati dai più grandi chef del mondo, dalla superclassica alla vaniglia alla ‘stellata’ al gorgonzola, passando per limone, menta, lavanda, rosmarino, thè verde, bianco, nero, albicocca, pesca, arancia candita e chi più ne ha più ne metta!

Cosa succede nella cocotte quando la infiliamo in forno??? Io non lo so di preciso, io mangio quando la tiro fuori. Ma come si fa una creme brulèe fatta bene? Anche qui potrei dire che non lo so! Anche se… mi son trovata a sperimentare più ricette per il forno di casa! Già, il forno di casa…

Quando ero Chef potevo contare sull’attrezzattura professionale delle migliori marche, con accessori e sonde che calcolavano elettronicamente la temperatura anche del dito indice che andava a premere il pulsante, percentuale di umidità garantita costante anche dopo l’apertura del forno, temperatura invariata anche per tempi prolungati e indipendentemente dal clima esterno… a casa invece... A casa invece no!

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A casa bisogna tener conto di circa un milione di variabili, tra cui clima, stagione, forno, tempo di infornata (ovvero quanto tempo rimane aperto il forno mentre infilo le cocotte), età del forno, età della suocera, età della gallina che ha fatto l’uovo e soprattutto umore della gallina.

Ma come si fa? Una soluzione c’è! Si  prendono un bel po’ di eurini dal conto corrente (tanto le banche ce li danno sempre) e con un bel po intendo davvero tanti e si compra un forno semi-professionale a induzione e calore con tutte le possibili combinazioni di cottura, temperatura, umidità con sonde, teglie, griglie, salamandra e applausometro, poi si fa la creme brulèe perfetta.

Oppure si investe un po’ di tempo in ricerca e un pochino di soldini in uova e panna e piano piano si trova il modo di fare la creme brulèe. Io ho fatto così!

Innanzitutto ho speso un bel deca all’Ikea per un termometro con sonda digitale, così so che temperatura c’è nel forno di casa. Premetto che il forno di casa è più vecchio di me, non ha un display e non si sa bene che funzioni abbia…nemmeno quale si seleziona. L'unica differenza rilevante che ho notato è ‘con luce’ e ‘senza luce’ ma credo sia irrilevante.

Ho fatto un rapido controllo della temperatura a porta chiusa e ho calcolato più o meno di quanti gradi scende quando si apre la portina (sempre se non rimane in mano…). Quindi, una volta fatta la mia ricerca di base, ho deciso di provare con le ricette che usavo in ristorante. Disastro. Non so il perché ma è capitato di tutto…dal composto che bolliva e usciva dalla cocotte, alla frittata alla vaniglia che rattrappiva all’interno. E ancora non me lo so spiegare.

Quindi, da brava cuochetta alle prime armi ho ben pensato di fare una ricerca sul web per capire più o meno quali ricette vengono utilizzate in maggior misura. Poi ho aperto i miei libri di cucina storici, tipo Carnacina, Gioiello in cucina e Cucchiaio d’Argento. Tutti mooooolto più anziani di me. Son andata avanti un pochino per tentativi con metodi comparativi. Con circa una ventina di ricette scritte ho fatto una specie di ‘media ricettistica’ (passatemi il neologismo) per arrivare alla ricetta adatta al forno di casa. Ammetto che in casa c’è stato un brindisi alla prima riuscita ufficiale del dolce senza danni apparenti...

Innanzitutto bisogna assicurarsi che il forno tenga bene la temperatura, procurarsi una teglia che sia abbastanza profonda per contenere cocotte e acqua e procurarsi delle cocotte in ceramica adatte per le cotture in forno (io ho provato anche con delle tazzine da caffè…quando tengono la temperatura son carine). Poi, se la gallina di casa ha l’umore adatto per sfornarci 5 ovetti bene, altrimenti dovremmo trascinarci fino al supermercato.

Ingredienti: per 6 persone

250 gr panna fresca
125 gr latte intero
40 gr zucchero
5 tuorli d’uovo


Budino di mele golden al Calvados e mandorle

Preparazione: 10’ + 50’

  • Preriscaldiamo il forno a 220°C (ho calcolato che in media c’è un abbassamento di temperatura di circa 50°C ).
  • Mettiamo a scaldare sul fuoco (scaldare, non deve bollire, scaldare solo) latte e panna con la vaniglia in infusione.
  • Chiaramente la vaniglia va aperta e ‘grattata’.
  • A parte in una terrina sbattiamo tuorli e zucchero, versiamo i liquidi, mescoliamo e versiamo il composto ottenuto nelle apposite cocotte da mettere in forno.
  • Prepariamo per infornare: versiamo un paio di cm di acqua nella teglia, appoggiamo le cocotte riempite per 3/4 e copriamole tutte insieme con la pellicola trasparente.
  • Cuociamo a 175° C per circa 50 minuti.
  • Tiriamo fuori dal forno e togliamo immediatamente la pellicola senza muoverle troppo e lasciamo raffreddare.
  • Al momento di servirle cospargiamo di zuccheo di canna e caramelliamo con l’apposito cannello o con il grill del forno.

 

Quanto nutre una porzione: 440 calorie

 

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La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale e Capodanno per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale e Capodanno possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

Scopri tutte le gustose ricette di Dolci e dessert per Natale facili da preparare e ottime in ogni occasione con la cucina di Il Mondo dei Dolci.

Ingredienti: per 8 persone

6 mele golden
150 g di zucchero
70 g di mandorle spellate
1/2 melagrana
4 amaretti tritati
3 albumi
1 bicchierino di Calvados
20 g di burro
1 limone

Budino di mele golden al Calvados e mandorle

 

Preparazione: 30’ + 1 ora e 15’

  • Sbucciate le mele, tagliatele a dadini tenendone intera soltanto metà di una.
  • In un tegame scaldate mezzo bicchiere d’acqua con 50 grammi di zucchero e il Calvados.
  • Aggiungete la dadolata di mele.
  • Dopo un quarto d’ora circa, toglietele dal fuoco, passatele al colino e raccogliete la purea in una terrina.
  • In una ciotola montate i tuorli con il restante zucchero e la buccia grattugiata del limone, insaporite con due cucchiai di succo di limone e unite il composto alla purea di mele.
  • Quindi amalgamate le mandorle, gli amaretti e gli albumi montati a neve.
  • Imburrate uno stampo da budino, versatevi il composto e cuocete in forno a 160° per cinquanta minuti circa.
  • Ritirate, lasciate intiepidire.
  • Sgranate la melagrana e tagliate la mezza mela a fettine bagnandole nel Calvados.
  • Sformate il budino, decoratelo con le fettine di mela e con i chicchi di melagrana.

     

    Quanto nutre una porzione: 440 calorie

 

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La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale e Capodanno per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale e Capodanno, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale e Capodanno possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

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Ingredienti: per 8 persone

1 scatola di pere sciroppate
30 savoiardi
80 g di cioccolato fondente
2 uova
40 g di zucchero
1/2 l di latte
2 cucchiai di grappa alle pere
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaio di caffè solubile
caffè in grani

Charlotte alle pere e caffè

In origine le charlotte erano semplicemente passati di frutta racchiusi in fette di pane e poi cotti in forno. All’inizio dell’Ottocento fu il celeberrimo chef francese Antonin Carême, in quel momento al servizio dello zar Alessandro I, a inventare la “charlotte russa” a base di crema bavarese alla vaniglia avvolta in biscotti spugnosi e friabili. Carême, per primo, non cucinò la sua charlotte che veniva servita con panna montata, canditi e frutta.

Preparazione: 30’ + 12 ore in frigo + 30’ di cottura

  • Versate il latte in una casseruola, ponetela sul fuoco e scioglietevi il caffè solubile.
  • Aggiungete il cioccolato a pezzetti e mescolatelo con un cucchiaio di legno fino a quando sarà del tutto liquefatto.
  • Ritirate dal fuoco.
  • In una casseruola montate i tuorli con lo zucchero fino a renderli gonfi e spumosi.
  • Aggiungetevi la maizena e versatevi a filo il latte al cioccolato.
  • Ponete di nuovo sul fuoco, fate addensare la crema mescolando e ritiratela appena arriva al bollore.
  • Lasciatela raffreddare mescolandola ogni tanto.
  • Montate gli albumi a neve ben soda e incorporateli con delicatezza al composto.
  • Sgocciolate le pere dal loro sciroppo di conservazione, versate questo in una ciotola e mescolatelo con la grappa.
  • Tagliate le pere a fettine.
  • Bagnate nello sciroppo di pere la parte liscia dei savoiardi e, allineandoli in piedi, rivestitene le pareti di uno stampo da charlotte.
  • Quindi riempite lo spazio centrale alternando strati di pere a fettine, savoiardi imbevuti di sciroppo e grappa, crema al cioccolato.
  • Terminate con uno strato di savoiardi, coprite con la pellicola trasparente, sistemate un piatto e un peso sullo stampo e lasciate in frigorifero per una notte.
  • Al momento di servire capovolgete la charlotte sul piatto da portata e decoratela con grani di caffè.

    Quanto nutre una porzione: 293 calorie

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dicembre 28, 2013

La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

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Ingredienti: per 6 persone

150 g di cioccolato fondente
125 g di zucchero
4 tuorli
20 g di gelatina in fogli
5 dl di succo di clementine
5 dl di panna
1/2 bicchierino di Grand Marnier
scorza grattugiata di 2 clementine
olio di mandorle

Mousse di clementine al grand marnier e cioccolato

Preparazione: 45’ + 30’ in frigo + 25’ di cottura

 

  • Lasciate ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda.
  • Raccogliete in un tegamino il cioccolato tagliato a scaglie e fatelo sciogliere a bagnomaria a fuoco medio.
  • Spennellate d’olio 6 formine di silicone e poi tre o quattro volte con il cioccolato fuso fino a ottenere uno spessore di circa 2 millimetri.
  • Lasciate rassodare in frigo per trenta minuti.
  • In un tegame raccogliete la buccia grattugiata delle clementine, il loro succo, il Grand Marnier e cuocete dieci di minuti a fiamma bassa.
  • In una casseruola sbattete i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso.
  • Versatevi il succo caldo delle clementine, mescolate delicatamente, ponete sul fuoco, e ritirate appena il composto raggiunge il bollore.
  • Incorporatevi la gelatina strizzata e fate raffreddare. Unite al composto la panna ben montata.
  • Rovesciate le formine sul piatto da portata, premetele leggermente sul fondo e le “coppette” escono perfette.
  • Riempitele con la mousse, decorate con uno spicchio di clementina e scagliette di cioccolato.
  • Conservate in frigo prima di servire.

 

Quanto nutre una porzione: 681 calorie

 

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La tradizione dei dolci di Capodanno è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

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Ingredienti: per 5-6 persone

1 confezione di pasta sfoglia fresca in rotolo
4 banane
50 g di zucchero
40 g di burro
1 limone

Crostata rovesciata di banane

Preparazione: 20’ + 10’ di cottura

  • Sbucciate le banane e tagliatene ognuna in quattro spicchi nel senso della lunghezza.
  • Disponeteli in un piatto, bagnateli con succo di limone e lasciate riposare per 5 minuti.
  • Sciogliete il burro in uno stampo, unite lo zucchero e cuocetelo fino a che inizia a caramellare.
  • Levate lo stampo dal fuoco, lasciate intiepidire, scolate le banane dal succo di limone e allineatele sul fondo dello stampo stesso.
  • Copritele con il disco di pasta sfoglia, ripiegando l’eccesso di pasta verso il fondo dello stampo, bucherellate la superficie in più punti con una forchetta e cuocete la crostata rovesciata in forno preriscaldato a 220° per 20 minuti.

 

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dicembre 27, 2013

Le feste in famiglia tra panettone e Hi Tech, struffoli e Xbox live; strudel, tombola e poker online.

Pokerstars.it ha realizzato un interessante progetto di infografica dal quale emergono nettamente alcune tra le più curiose tendenze degli Italiani quanto a gioco online ma non solo.

Direttamente da Google sono arrivati i risultati di questa analisi che svela cosa cercano gli Italiani durante le feste.

Ecco dunque che si scopre come i Napoletani amino giocare a Poker mangiando un buon Panettone ed un pezzetto di Torrone, mentre i Palermitani amino il Risiko ed ancora come sia tornata in voga anche la più classica Tombola.

feste

L’infografica è molto interessante oltre ad essere davvero originale; questo sistema è infatti il migliore per coniugare le più avanzate ricerche di mercato con una struttura fresca ed immediata. Grazie a questo nuovo progetto targato Pokerstars, gli utenti potranno divertirsi a sbirciare tra le abitudini degli Italiani e scoprire ad esempio che la crescita esponenziale del poker che è entrato stabilmente a far parte della cultura delle feste; insieme al poker si cerca la tombola e il domino, giochi più tradizionali e adatti ad intrattenere i pomeriggi in famiglia.

La ricerca è riuscita poi ad abbinare la passione per il gioco con quella per la buona tavola e così scopriamo che nel Capoluogo Campano Stuffoli e Torrone si abbinano perfettamente al poker online ma anche ai giochi Hi Tech come i titoli per Playstation ed XBox Live. Il periodo delle festività Natalizie sembra quello più propizio per il gaming online; secondo l’infografica infatti è il momento dell’anno che raccoglie i migliori risultati forse perché si sta più tempo a casa, si è più riposati e più curiosi verso il settore. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ad esempio la sola Pokerstars ha fatto registrare un +10% dimostrando come ormai il gioco online sia considerato alla stregua di una buona fetta di Pandoro.

Molto interessanti anche i dati incrociati che vengono fuori dall’infografica; l’Italia non sembra affatto un Paese “diviso in due” ma molto compatto quanto a rinnovamento delle tradizioni locali ma con uno sguardo al futuro. Così nel Nord del Paese il dolce preferito è ancora lo Strudel ma si ama il gioco online ed i più famosi titoli per PS, con una passione tutta speciale per l’avanguardia. Curiosando tra i dati si può scoprire davvero tanto sulle tradizioni e le abitudini del nostro Paese e sulla loro evoluzione verso una maggiore omogeneità.

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La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

Scopri tutte le gustose ricette di Dolci e dessert per Natale facili da preparare e ottime in ogni occasione con la cucina di Il Mondo dei Dolci.

Ingredienti: per 12 persone

400 g di succo di mandarino (circa 15 mandarini)
130 g di zucchero
150 g di latte
Per la decorazione
foglioline di menta fresca o pistacchi tritati freschi

Gelato di mandarino

 

Preparazione: 15’ + in gelatiera per 20 minuti

  • Spremete bene i mandarini e passate il succo al colino.
  • Versatelo nel frullatore, aggiungete latte e zucchero.
  • Frullate bene e versate il frullato nella gelatiera seguendo le istruzioni.
  • Questo squisito gelato dal sapore rinfrescante può essere servito in coppe guarnite con la menta o cospargetelo di pistacchi. 

Quanto nutre una porzione: 97 calorie

 

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dicembre 26, 2013

La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

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Ingredienti: per 12 persone

Per il biscotto
:4 tuorli
3 albumi
75 g di zucchero a velo
75 g di farina
75 g di burro fuso

Per la bavarese:
250 g di latte
150 g di zucchero
4 tuorli
500 g di panna
400 g di torrone
2 fogli di gelatina

Per la salsa di pandoro:
200 g di pandoro senza crosta
500 g di panna
75 g di zucchero

Bavarese al torrone in salsa di pandoro

È controversa l’origine del Pandoro, il dolce di Verona. Si dice che sia nato nel Cinquecento nella Repubblica Veneta quando veniva servito sulle tavole dei nobili ricoperto da foglie d’oro, il Pan de Oro, appunto. Altri invece legano la sua origine a quella degli chef degli Asburgo nella Vienna del Settecento. Il Pan di Vienna venne poi perfezionato a Verona.

Preparazione: 20 min. + 6 ore in frigo + 20’ di cottura

  • Fate il biscotto: in una ciotola montate i tuorli con lo zucchero a velo fino a ottenere un composto gonfio, quindi incorporatevi gli albumi montati a neve, la farina setacciata e il burro tiepido fuso a bagnomaria.
  • Ricoprite una placca con la carta da forno, appoggiatevi un cerchio da pasticceria allargato fino a un diametro di 26 centimetri, e all’interno di questo versate il composto preparato.
  • Cuocete in forno caldo a 190° per otto-dieci minuti, ritirate e fate raffreddare.
  • Fate la bavarese: lasciate ammorbidire i fogli di gelatina in una ciotola d’acqua fredda.
  • Tritate il torrone e poi frullatelo.
  • Fate bollire il latte, ritirate, scioglietevi la gelatina strizzata.
  • In una ciotola montate a crema i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo, diluitelo versandovi a filo il latte caldo mescolando.
  • Incorporatevi la panna ben montata e due terzi di torrone.
  • Disponete il fondo di biscotto sul piatto da portata senza togliere il cerchio, sul fondo distribuite un po’ del torrone rimasto, sopra versate la bavarese, quindi livellate il tutto con una spatola.
  • Ponete in frigo per almeno sei ore.
  • Ritirate il dolce, cospargetelo con il restante torrone.
  • Preparate la salsa: in un tegame lasciate caramellare lo zucchero, quando è color oro chiaro versatevi la panna, fate bollire per qualche minuto e poi frullate il tutto con il pandoro.
  • Servite la bavarese con a parte la salsa fredda.

Quanto nutre una porzione: 750 calorie

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dicembre 25, 2013

La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

Scopri tutte le gustose ricette di Dolci e dessert per Natale facili da preparare e ottime in ogni occasione con la cucina di Il Mondo dei Dolci.

Raccolta di ricette di Dolci e Dessert per Natale: Sciroppi (1)

saba e neve

Raccolta di ricette di Dolci e Dessert per Natale: Semifreddi (21)

Freddo di zabaione e marmellata di castagne

Raccolta di ricette di Dolci e Dessert per Natale: Sorbetti (6)

Sgroppino al limone

Raccolta di ricette di Dolci e Dessert per Natale: Torte (166)

torta millefoglie alle mele

Raccolta di ricette di Dolci e Dessert per Natale: Vini e Liquori (166)

limoncello

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dicembre 23, 2013

In principio nacque il cacao. E fu subito gastronomia. L'alone di sacralità e mistero che ha fin dall'inizio circondato l'albero del cacao, il suo frutto (la cabossa) e il suo seme (detto comunemente fava) favorì il suo uso rituale, che prevedeva necessariamente tutta una sequenza di manipolazioni complesse molto simili a quelle dell'alta cucina. Pochi sono i documenti sulla preparazione della "cioccolata" nel periodo precedente la conquista spagnola del Centro America da parte di Cortés e dei suoi, ma dai glifi e dai vasi olmechi, come dalle precise rappresentazioni maya, è possibile risalire a varie "ricette" che prevedevano il rimescolamento accurato di pasta di cacao con acqua e spezie miste. Una fase importante della preparazione era quella con cui la bevanda si faceva spumeggiante, in seguito a ripetuti versamenti e rimescolamenti. La cioccolata precolombiana, comunque, si gustava sia fredda che calda; anzi pare che i Maya dello Yucatàn la bevessero calda, mentre gli Aztechi la preferivano fredda.

 

1.- Tronchetto al cioccolato con confettura di lamponi, irresistibile dolce di Natale, in una versione tutta "small".

Tronchetto di Natale al cioccolato con confettura di lamponi
2.- Cuore tenero al cioccolato.

Cuore tenero al cioccolato

3.- Mattonella al cioccolato e gelatina d’arancia.

Mattonella al cioccolato e gelatina d’arancia

4.- Melanzane al cioccolato, con cedro candito e marmellata di amarene.Melanzane al cioccolato
5.- Dolce di Natale alle creme di cioccolato.
Dolce di natale alle creme di cioccolato
6.- La torta Sacher è il dolce tipico della tradizione austriaca ed è sicuramente la torta al cioccolato più conosciuta al mondo.

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La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

In questa sezione troverai tantissimi dolci di Natale, dai più tradizionali ai più fantasiosi, per stupire i tuoi ospiti durante le feste.

Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

Scopri tutte le gustose ricette di Dolci e dessert per Natale facili da preparare e ottime in ogni occasione con la cucina di Il Mondo dei Dolci.

Ingredienti: per 8 persone

200 gr di cioccolato fondente
200 gr di cioccolato fondente al 75%
120 ml di panna fresca
1 mazzetto di menta
25 gr di burro

Ciotoline di cioccolato con ganache alla menta

Preparazione: 20’ + 2 ore e 30’ di riposo + 10’ di cottura

  • Temperate il cioccolato fondente, gonfiate parzialmente sedici palloncini piccoli, lavateli, asciugateli con cura e immergeteli nel cioccolato temperato.
  • Trasferiteli su un foglio di carta da forno e lasciate solidificare il cioccolato.
  • Sgonfiate i palloncini con uno spillo, staccateli delicatamente dal cioccolato ed eliminateli.
  • Tenete da parte le ciotoline formatesi.
  • Tritate grossolanamente una trentina di foglie di menta, riunitele in una casseruola con la panna, portate al limite dell’ebollizione, spegnete e lasciate in infusione per 30 minuti.
  • Tritate il cioccolato al 75%, scioglietelo a bagnomaria con il burro, versatevi sopra la panna filtrata con un colino e mescolate.
  • Lasciate raffreddare la ganache in frigo per almeno 2 ore, montatela con
    un paio di fruste elettriche fino a che si addensa e trasferitela in una tasca da pasticciere montata con una bocchetta a stella.
  • Riempite i gusci di cioccolato con la ganache alla menta e decorate a piacere con foglie di menta fresca.

 

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L’origine del Moscato di Siracusa si perde nella notte dei tempi avvolta spesso tra  mito e legenda. Originario dell’Asia minore.

Aulòs  e  Silenòs
Moscati  di  Siracusa

Dolce, dorato, leggermente ambrato
antico e nobile come i greci che lo importarono
in queste terre di Sicilia,
questo Moscato, vino da dessert e di compagnia,
ha nel corpo la vellutata carezza del sole
e l'energica linfa della Madre Terra.
Tratto da uve moscato bianco
lievermente appassite sulla pianta, questo vino
continua l'antica tradizione del  moscato aretuseo,
unico al  mondo per la  fragranza ed il delicato sapore.
Il suo profumo è la melodia agreste
Dell’Aulòs di Silenòs (il flauto di Sileno)  tra ninfe e satiri in festa.
E' il vino che Bacco ha regalato agli uomini.
Corrado Di Pietro

questo vitigno fu  portato  dai Fenici e  dai Greci in tutta l’area del mediterraneo. Siracusa, splendida colonia greca, fu fondata nel 734 a.c. ad opera dei corinzi, e con essa inizia la storia del Moscato di Siracusa importato dai fondatori re argivi. Siracusa divenne ben presto la città più grande, più potente  e più florida di tutto l’universo allora  conosciuto.

Formata da cinque citta, "La pentapoli", ricca di maestosi monumenti e dotata di un immenso porto naturale, fu crocevia degli scambi commerciali nel mediterraneo e finì per oscurare lo splendore e la  potenza delle capitali greche che ne entrarono in conflitto.

Il vitigno trovò  nella generosa fertilità dei luoghi prossimi alla Pentapoli, il Terroir ideale per prosperare ed evolversi facendo di questo vino  un prodotto unico ed irripetibile da collegare strettamente al suo territorio.

Gli antichi greci avevano dato a quest’uva il nome di anathelicon moschaton e Plinio il vecchio di uva apiana perché gradita alle api.

Il Moscato di Siracusa  definito sin da allora,  e non a sproposito, "Il Nettare degli Dei", trova costanti citazioni di elogio in tutti i periodi storici che si sono susseguiti fino ai giorni nostri, dagli antichi storici dell’epoca ad Albert Jouvin de Rochefort nel suo Grand Tour; da Giovanni Verga che faceva bere ai suoi personaggi  "il buon moscato di Siracusa" ad Alexandre Dumas che ne "Il grande dizionario della cucina" lo colloca tra i crus più famosi nel paragrafo dei "Vini liquorosi stranieri".

Naturalmente, come tutte le cose terrene, nel corso dei secoli si sono susseguite alterne vicende.

Una prima battuta di arresto il Moscato di Siracusa, assieme a tutti gli altri vini, la ebbe alla fine dell’ottocento quando l’epidemia di fillossera distrusse quasi totalmente i vigneti d’Europa. a fu a partire dagli anni cinquanta che, per  una serie di motivazioni socioeconomiche e culturali locali, il cordone ombelicale che legava  il moscato di Siracusa alla sua storia ed al suo territorio si affievolì fin quasi a rompersi del tutto.

Nonostante il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata avvenuto nel 1973, il Moscato di Siracusa era considerato ormai  un vino fantasma, citato dai sacri testi di enologia ma che nessuno riusciva più a trovare.

Soltanto grazie ad un manipolo di intraprendenti produttori, di giovani vignaioli, armati di tanto amore per la natura, questo prodotto è rinato, si sta rivalutando e speriamo presto, possa riprendere il prestigioso posto che aveva da sempre occupato.    

E’ in questo contesto che la nostra azienda, non avendo mai interrotto questo rapporto diretto con la madre terra, forte delle esperienze tramandate di generazione in generazione, ha ripreso con successo questo percorso facendo rivivere al Moscato di Siracusa una nuova eterna giovinezza ritornando a far parlare di se in tutto il mondo.

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La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

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Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

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Ingredienti: per 4 persone

4 grosse pesche
gelato di mandorle
zucchero a velo
gelatina di more
zucchero grezzo

pesche caramellate di zucchero grezzo

Preparazione: 30’

  • Lavate le pesche (le migliori per questa ricetta sono le peschenoci) e, senza pelarle, spaccatele a metà, snocciolatele, quindi passatele nello zucchero grezzo, rivestendole bene solamente dal lato aperto della polpa.
  • Fate scaldare una padella antiaderente, appoggiatevi le mezze pesche con il lato inzuccherato verso il basso in modo che, con il calore, lo zucchero si caramellizzi, poi incoperchiate, spegnete e lasciate raffreddare la frutta.
  • Per servire, sistemate due mezze pesche caramellate in ciascun piatto da porzione, accanto deponete una pallina di gelato di mandorle (oppure di cocco) su un velo di gelatina di more, spolverizzate il tutto con un poco di zucchero a velo, fatto scendere a pioggia da un setaccino, quindi portate in tavola guarnito con decori di caramello.

Quanto nutre una porzione: 220 calorie

 

Vino consigliato: Moscato di Siracusa.

moscato di siracusa

Questo vino è prodotto con uve di Moscato bianco sottoposte ad un leggero appassimento nel territorio comunale di Siracusa. Ha colore giallo oro vecchio con riflessi ambracei, odore delicato caratteristico e sapore dolce vellutato e gradevole. La gradazione minima è di 16,5% ed è un vino da dessert.
Il Moscato di Siracusa  sarebbe identificabile con l'antico Pollio siracusano. Se così fosse, le sue origini risalirebbero al VIII-VII secolo a.C., e il Moscato di Siracusa potrebbe essere considerato il vino più antico d'Italia. Viene prodotto con uve di Moscato Bianco sottoposte a un leggero appassimento. E' un vino da dessert che si accompagna a piccola pasticceria e a crostate di frutta bianca. Va degustato in piccoli calici a una temperatura di 10-12 °C.
La città di Siracusa infatti è molto antica, nata come colonia greca, si sviluppò enormemente fino a divenire uno dei centri più grandi e splendidi dell'intera penisola.
Come in tutta la colonizzazione greca, la viticoltura ebbe da subito un'importanza fondamentale nell'economia del Mediterraneo, solcato all'epoca da numerose civiltà mercantili, dalla Fenicia alla Romana.
L'area era caratterizzata dalla presenza di numerosissimi corsi d'acqua e da una palude che da essi veniva alimentata. Il promontorio e la zona circostante sono di origine calcarea, con una parte pianeggiante molto piccola occupata dalla città, e il restante territorio di natura collinare, dove l'uomo ha costruito numerosi terrazzi, con forte presenza di argilla e calcare.
L'orogenesi della zona è arenacea, proveniente dall'emersione dei fondali marini.
Il clima è caldo e temperato, classico mediterraneo con gli inverni miti e le estati torride, ma ventilate dal mare. Le piogge si concentrano soprattutto nel periodo invernale.

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La tradizione dei dolci di Natale è talmente varia in Italia che, da nord a sud, sono presenti una miriade di  dolci tutti diversi e deliziosi: il torrone, il panettone, il croccante, il pandoro, gli struffoli sono solo alcuni dei dolci di Natale più conosciuti ed apprezzati.

Se anche tu sei alla ricerca del perfetto dolce di Natale per impreziosire ed allietare la tua tavola delle feste, sei nel posto giusto.

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Molti di questi dolci di Natale possono diventare delle graditissime idee regalo a tema culinario per fare la felicità di golosi e buongustai.

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Ingredienti: per 4 persone

Panna cotta:
panna g 250
albume g 70
zucchero g 40
colla di pesce g 4
vaniglia

Spiedini:
36 fragole
zucchero
una bottiglia di spumante

spiedini di fragola e panna cotta

Preparazione: 40’

  • Panna cotta (da preparare anche il giorno prima): portate sul fuoco la panna con lo zucchero e un baccello di vaniglia.
  • Spegnete al bollore e incorporatevi la colla di pesce già ammorbidita in acqua fredda e ben strizzata.
  • Togliete la vaniglia; unite l'albume non montato, mescolate brevemente il composto con una frusta, poi distribuitelo negli stampini (da budino).
  • Immergete questi ultimi in un bagnomaria caldo e così immersi passateli nel forno, a 150° per 25' circa.
  • Sfornate, togliete gli stampini dal bagnomaria lasciateli raffreddare poi metteteli in frigorifero per alcune ore.
  • Mentre la panna si raffredda, fate marinare 24 fragole con mezzo litro di spumante precedentemente bollito per un paio di minuti con g 50 di zucchero.
  • Al momento di servire preparate con le fragole marinate 8 spiedini; accomodatene 2 per ciascun piatto insieme con la panna cotta sformata e guarnite con salsa di fragole ottenuta frullando quelle rimaste con 2 cucchiai di zucchero, quindi portate in tavola.

Quanto nutre una porzione: 248 calorie

 

Vino consigliato: Loazzolo.

vino loazzolo

Disciplinare del Loazzolo D.O.C.
Il vino "Loazzolo" deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti nell’ambito aziendale dal vitigno Moscato bianco al 100%.
La zona di produzione delle uve comprende il territorio amministrativo nel comune di Loazzolo in provincia di Asti.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino Loazzolo non deve essere superiore a 50 q.li per ettaro a coltura specializzata. La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 55%.
Le uve devono assicurare un titolo alcolomentrico volumico minimo naturale non inferiore ai 13 gradi.
Le uve devono essere sottoposte a graduale appassimento ed eventuale infavatura da Botrytis nobile sulla pianta stessa o in locali idonei.
Il vino "Loazzolo" non può essere immesso al consumo se non dopo essere stato sottoposto a un periodo di affinamento e invecchiamento di almeno due anni a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.
Durante detto periodo, è prevista la permanenza del vino per almeno sei mesi in botti di legno di capacità non superiore ai litri 250.
Il vino "Loazzolo" all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: giallo dorato brillante;
odore: complesso, inteso con sentori di muschio e vaniglia, frutti canditi;
sapore: dolce, caratteristico con lieve aroma di Moscato;
titolo alcolometrico volumico minimo compl.: gradi 15,5 di cui almeno 11 svolti;
residuo zuccherino: minimo 50 grammi/litro;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 22 per mille.
E’ consentita la qualificazione “vendemmia tardiva”, in considerazione che la raccolta delle uve per il Loazzolo ha luogo in epoca tardiva e scalare.
Sulle bottiglie contenenti il vino Loazzolo deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.

loazzolo zone_produzione

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