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ottobre 30, 2012


pince de basse
Un dolce tipico della tradizione culinaria friulana adatto al consumo nel periodo delle feste natalizie. Un piatto che racchiude in se i sapori ed i colori dell’inverno: il pince de basse.

Ingredienti: per 4 persone

 

150 g di farina di mais
150 g di farina
75 g di uva sultanina
50 g di noci
50 g di fìchi secchi
100 g di zucchero
50 g di burro
½ buccia di limone grattugiata
lievito in polvere
latte intero
sale

Preparazione:
  • Prendete una ciotola bella capiente e partendo dalla farina iniziate ad incorporare tutti gli ingredienti.
  • Il composto, che dovrete mescolare ed impastare adeguatamente dovrà risultare abbastanza morbido.
  • Per ciò che riguarda il latte, un bicchiere dovrebbe essere più che sufficiente.
  • Prendete uno stampo per dolci ed imburratelo.
  • Versateci dentro il composto e lasciate cuocere a fuoco moderato  ( tra i 170° ed i 180° C) per almeno 35 minuti, fino a che la superficie non apparirà adeguatamente dorata. 
 
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ottobre 29, 2012




plumcake di mandorle e nocciole


Ingredienti: per 8-10 persone

100 g di uvetta
320 mi di acqua tiepida
220 g di farina bianca
100 g di zucchero
2 cucchiaini di lievito in polvere
1 presa di sale
1 grosso uovo, leggermente sbattuto
60 g di burro fuso
7 cucchiai di latte
60 g di mandorle, spezzettate finemente
90 g di noci, spezzettate finemente


 
Preparazione: 15’ + 30’ di ammollo + 40-50’ di cottura.

  • Mettete l'uvetta e l'acqua tiepida in una ciotola e lasciate in ammollo per 30 minuti.
  • Scolate bene e asciugate con un canovaccio.
  • Preriscaldate il forno a 180 °C.
  • Imburrate uno stampo per plumcake e foderatelo con la carta da forno.
  • Mescolate la farina, lo zucchero, il lievito e il sale.
  • Aggiungete l'uovo, il burro e il latte, poi le mandorle e le noci.
  • Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.
  • Mettete l'impasto nello stampo e fate cuocere per 40-50 minuti, o fino a quando uno stuzzicadenti infilato nel centro risulterà asciutto.
  • Fate raffreddare nello stampo per 10 minuti.
  • Rovesciate su una gratella.
  • Togliete la carta da forno e lasciate raffreddare completamente.
 
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ottobre 28, 2012



torta sablee viennese

Ingredienti: per 8-10 persone

180 g di burro
150 g di cioccolato bianco tritato grossolanamente
1 cucchiaio di zucchero di canna
250 ml di latte
6 cucchiai di sciroppo di mais
300 g di farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 grosse uova leggermente sbattute
Ganache:
1,25 dl di panna
400 g di cioccolato grattugiato grossolanamente


 
Preparazione: 25’ + 30’ per far raffreddare + cottura: 70’.

  • Preriscaldate il forno a 170 "C.
  • Imburrate e infarinate uno stampo a cerniera da 23 cm di diametro.
  • In un tegame capiente mescolate il burro, il cioccolato, lo zucchero di canna e il latte a fuoco basso con lo sciroppo di mais fino ad ottenere un composto liscio.
  • Non fate bollire.
  • Lasciate raffreddare.
  • Aggiungete la farina e il lievito e unite le uova una per volta, mescolando brevemente dopo l'aggiunta di ciascun uovo.
  • Versate il composto nello stampo preparato.
  • Fate cuocere per circa 1 ora e 10 minuti, controllando la cottura con uno stuzzicadenti: dovrà essere asciutto.
  • Lasciate raffreddare la torta nello stampo per 10 minuti.
  • Aprite lo stampo e rimuovete i lati.
  • Rovesciate poi il dolce su una griglia.
  • Togliete anche il fondo dello stampo e lasciate raffreddare completamente.

Ganache:
  • Fate scaldare la panna fino quasi a portarla a ebollizione, su fiamma bassa.
  • Versate la panna sul cioccolato e mescolate fino a quando il cioccolato si sarà sciolto e il composto sarà liscio.
  • Fate raffreddare per 30 minuti, mescolando ogni tanto.
 
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ottobre 27, 2012


gubana

È servito generalmente irrorato da slivovitz, un liquore ricavato dalla distillazione delle prugne, noto fin dal 1409 quando, come testimoniato da Angelo Correr di Venezia, fu servita in un banchetto preparato in occasione della visita di papa Gregorio XII a Cividale del Friuli.
Facendo riferimento alla forma della gubana, la derivazione del nome è probabile che sia lo sloveno guba, che significa "piega"; un altro riferimento sull'origine della gubana ci viene dato dalla presenza del cognome "Gubana" nelle Valli del Natisone.
Da alcuni anni esiste il Consorzio per la protezione del marchio gubana che tutela i produttori della specifica zona di produzione e detta precise norme e ingredienti per la preparazione della gubana.
La potizza, dolce tipico sloveno corrisponderebbe secondo alcuni pressappoco alla gubana. Secondo alcune interpretazioni etno-gastronomiche, la gubana non sarebbe altro che la variante beneciana della potizza slovena; questa tesi sarebbe avvalorata dal fatto che in molte parti della Slovenia occidentale (nei comuni di Merna-Castagnevizza, San Pietro-Vertoiba, Collio e in alcune zone rurali dei comuni di Nova Gorica e Canale d'Isonzo) la denominazione tradizionale per la potizza è guban'ca (da gubanica, diminutivo di gubana). Inoltre, un nome simile (gibanica o gubanica) è usato per il dolce tradizionale del Prekmurje, che ha però delle proprietà del tutto diverse. Secondo altri invece la gubana sarebbe autoctona delle Valli del Natisone.
Anche il presnitz triestino è parente della gubana; se ne differenzia per la forma, che è a ferro di cavallo e non a spirale, per il tipo di pasta sfoglia, molto più sottile nel presnitz, e per il tipo di ripieno. Lo strudel, il cui significato è peraltro "vortice", non ha la forma a spirale, ma in linea.
A Cividale viene prodotto anche un dolce chiamato gubanetta del tutto simile alla gubana, ma dalle dimensioni ridotte e dal diametro di circa 7 cm. Con lo stesso ripieno della gubana si fanno anche gli strucchi.

udine-gubana
Ingredienti: per 4 persone

Per la pasta
220 g di farina
60 g di burro
50 g di zucchero
20 g di miele
1 uovo + 30 g di tuorlo d’uovo
40 g di latte
10 g di lievito di birra
2 g di sale
Per il ripieno
140 g di gherigli di noce
60 g di zucchero
60 g di uvetta
40 g di amaretti
30 g di biscotti secchi
30 g di pinoli
20 g di burro
1/2 limone
rum
grappa di prugne
vanillina
cannella (se piace)
20 g di cedro candito (facoltativo)
sale
1 albume per spennellare


Preparazione: 50’
  • Preparate la pasta: disponete a fontana 170 grammi di farina, al centro versate il lievito di birra diluito nel latte tiepido, un cucchiaino di zucchero, aggiungete l’uovo e il tuorlo, un pizzico di sale.
  • Lavorate l’impasto fino a ottenere una pasta morbida, quindi lasciatela lievitare al tiepido per circa 1 ora.
  • Appena pronta incorporatevi lentamente la restante farina, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, il restante zucchero.
  • Lavorate l’impasto energicamente e lasciatelo lievitare ancora per 30 minuti.
  • Preparate il ripieno: mettete a bagno l’uvetta nel rum.
  • In un polsonetto o in un pentolino con il doppio fondo fate caramellare 30 grammi di zucchero con un cucchiaio d’acqua e una goccia d’aceto, unite 50 grammi di noci, amalgamate rapidamente continuando a mescolare per qualche secondo, ritirate, versate il composto su un ripiano spennellato d’olio e lasciatelo raffreddare.
  • Nel frattempo fate dorare i pinoli nel burro a fiamma bassissima, ritirate e fate raffreddare.
  • Tritate gli amaretti e i biscotti secchi, poi tritate le noci caramellate e i restanti 90 grammi di noci (ideale sarebbe utilizzare il tritacarne).
  • Raccogliete il tutto in una capiente ciotola, unite l’uvetta ben strizzata, i pinoli rosolati con tutto il loro burro,la buccia grattugiata del limone, il sale, la vanillina, la cannella, il resto dello zucchero e il cedro candito tritatissimo.
  • Bagnate con il liquore necessario e mescolate a lungo in modo da amalgamare bene tutti gli ingredienti.
  • L’impasto alla fine dovrà risultare sufficientemente umido quindi, se necessario, aggiungete ancora liquore.
  • Fate riposare il ripieno in luogo fresco almeno per un intero giorno.
  • Preparate la gubana: stendete la pasta a rettangolo nella misura di 20 x 30 cm.
  • Sopra distribuite uniformemente il ripieno con l’aggiunta di abbondanti ciuffetti di burro morbido.
  • Arrotolate il tutto come si fa con lo strudel, chiudete bene le due estremità e allungate il rotolo fino a raggiungere i 70-80 centimetri di lunghezza.
  • Quindi prendete il lembo di destra, alzatelo e ripiegatelo all’interno, poi tutt’intorno avvolgete delicatamente la restante parte del rotolo tranne l’ultimo lembo che va unito al primo sotto il dolce.
  • Adagiate la gubana in uno stampo imburrato (20 cm di diametro), lasciatela lievitare fino a quando avrà raddoppiato il volume, poi spennellate la superficie con l’albume sbattuto leggermente e cospargetela di zucchero semolato.
  • Cuocete in forno caldo a 160° per circa 1 ora. Ritirate, lasciate raffreddare, tagliate a fettine e servite.
 
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torta_dobos
La pasticceria friulana subisce fortemente le influenze dell’alta scuola viennese. La Sacher e la Dobos, due torte della cucina austriaca, sono state da tempo adottate come prodotto tipico regionale.
Il più made in Friuli è la Gubana, una sorta di focaccia dolce, che nella zona di Trieste prende il nome di Putizza, per la quale, al posto dello zucchero viene usato il miele.
Per il resto gli ingredienti sono simili, ma ancora non è stato stabilito il primato di bontà delle due ricette.
In tutto il cividalese e nelle Valli del Natisone si produce la gubana, divenuto il dolce tipico regionale. Tipiche della pasticceria cividalese sono le gubanette, gubane con una forma più piccola, e gli strucchi, fritti o lessi. Verso la zona montana si producono ottimi krapfen (detti bomboloni in altre zone d'Italia), strudel, soprattutto di mele, e crostate. Buona l'offerta del miele. Alcuni dolci sono legati alle festività, in particolare i crostoli nel periodo del carnevale, le favette e vicino alla costa le ossa dei morti per le festività dei Santi e dei Morti. Frequente in montagna lo strudel di mele, come anche le crostate con i frutti del bosco. La Contessa Giuseppina Perusini Antonini cita nel suo manuale, fra la pasticceria, i biscotti delle dimesse, essendo "Le Dimesse" una congregazione di suore che gestivano un Collegio per ragazze a Udine, rinomato per la sua cucina.
Pince de basse.
 
Un dolce tipico della tradizione culinaria friulana adatto al consumo nel periodo delle feste natalizie. Un piatto che racchiude in se i sapori ed i colori dell’inverno: il pince de basse.
Gubana.


La Gubana è uno sfizioso dolce della tradizione gastronomica friulana. La sua varietà di ingredienti lo rende di preparazione complessa ma decisamente soddisfacente.
 
Crostui.


Un dolce della tradizione, molto simile alle frappe universalmente conosciute. Gustosi e friabili i Crostui sono adatti ad essere consumati in ogni mese dell’anno.
Crostata di mandorle.


Un dolce gustoso, adatto a grandi e piccini e da decenni parte integrante della tradizione culinaria friulana. Un dolce adatto per ogni occasione: la crostata di mandorle.
 
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ottobre 24, 2012

La Valle d’Aosta custodisce ricette tramandate dalla tradizione, che prevedono l’uso di ingredienti semplici come latte, panna, miele, pere, mele, nocciole, noci, castagne e mandorle.

Prende il nome dalla montagna più alta d’Europa il Mont blanc preparato con castagne lesse, zucchero, latte, rum, cacao e panna montata. Panna, vaniglia, frutti di bosco, colla di pesce e Tegole d’Aosta (tipici biscotti secchi dalla forma leggermente ondulata) sono invece il segreto del Blanc manger.
Il Blanc manger, il dolce tipico della Val d\'Aosta
La caratteristica forma a ferro di cavallo fa poi dei Torcetti, a base di farina di frumento, burro e zucchero, un simbolo di buon augurio. Non c’è niente di meglio che accompagnare queste leccornie con un caffè bollente servito nella Grolla, il tipico recipiente in legno munito di beccucci che consentono di bere tutti insieme. Come insegna la tradizione: “si beve tutti insieme, chi beve solo si strozza!”

Siamo riconoscenti ai maestri cioccolatieri piemontesi per l’invenzione del Gianduiotto, il rinomato cioccolatino preparato con il cacao, lo zucchero e le pregiate nocciole tonde gentili delle Langhe.
Sembra poi che a Cuneo siano stati ideati i Marron glacè, castagne sciroppate e ricoperte da una glassa di zucchero.

Il Piemonte ci delizia inoltre con i Baci di dama, i Krumiri, i Biscotti di Novara, da accompagnare con vino o rosolio, i Bicciolani di Vercelli, biscotti arricchiti da una miscela di cannella, chiodi di garofano, coriandolo, vaniglia, noce moscata, macis e pepe bianco. E ancora il Torrone d’Asti, la Panna cotta, la Torta di nocciole, il Bunet, preparato con amaretti, zucchero, uova, latte cacao amaro e rum.
I Baci di dama, tipici del Piemonte
Quando si parla di dolci della Lombardia il primo pensiero corre subito al tradizionale Panettone milanese con burro, uvetta e canditi presente sulle tavole di tutta Italia nel periodo natalizio.

Tra le golosità locali ricordiamo anche la Tortionata di Lodi, una torta di mandorle; la Polenta dolce; i Tortelli, gustosissime frittelle di Carnevale; gli Amaretti, biscotti preparati con mandorle, albumi e zucchero, duri e croccanti sono quelli di Saronno, sono invece morbidi quelli di Gallarate; i Brutti ma buoni di Gavirate e Gallarate; la Sbrisolona, dolce tipico di Mantova a base di farina e mandorle, è assolutamente vietato tagliarlo, la tradizione vuole che sia spezzato con le mani.
Amaretti tipici della Lombardia
Ricordiamo inoltre la Cotizza, una frittata dolce da consumare con il latte o il thè; la Spongarda di Crema a base di miele e frutta secca; il Bussolano, dolce della tradizione natalizia mantovana particolarmente duro a causa della mancanza di lievito, da inzuppare nel vino; il Pan de mej preparato, come suggerisce il nome, con il miglio.
 
E passiamo al Trentino Alto Adige: la Regione è rinomata per la produzione di mele. Numerosi sono i dolci dedicati al delizioso frutto, per esempio lo Strudel.Lo strudel tipico del Trentino Alto Adige
Nel Sudtirolo ogni scusa è buona e non solo a Carnevale per preparare fragranti Krapfen solitamente ripieni di marmellata all’albicocca, ma anche di crema o cioccolato. La tradizione sudtirolese prevede anche Fëies da marmulada, ossia frittelle di marmellata. A Bolzano inoltre possono gustarsi il Pan dolce e i Canederli alle albicocche, preparati con patate, albicocche, pan grattato, zucchero e cannella. Dolci tipici sono anche la Crostata di rabarbaro e la Torta di polenta e fichi.
I deliziosi Krapfen tipici del Sudtirolo
Approdiamo in Veneto: se a Milano – come abbiamo visto – Natale vuol dire Panettone, a Verona vuol dire Pandoro. La guerra tra i due dolci simbolo del Natale è sempre aperta! Voi quale preferite? Noi per par condicio facciamo un “sacrificio” e li mangiamo entrambi!

I Capezzoli di Venere, cioccolatini così denominati per la loro caratteristica forma, erano i preferiti dal compositore di Legnago Antonio Salieri. Cioccolato bianco, marzapane, mandorle e rum gli ingredienti di questa golosità che pare venisse apprezzata anche dal palato della moglie di Mozart.
I deliziosi cioccolatini veneti
Il Veneto ha poi una lunga tradizione di biscotti: bussolai, pevarini, storti, zaleti. I primi in particolare sono originari della coloratissima Isola di Burano. A forma di ciambellina o di esse sono solitamente accompagnati a vini dolci, come vin santo, passito o zibibbo.

La Gubana è sicuramente il dolce simbolo del Friuli Venezia Giulia: originaria delle Valli del Natisone, è un pane dolce a forma di chiocciola ripieno di frutta secca e spezie.

Se per voi la linea non è un problema potrete gustare in tutto il territorio friuliano le Castagnole di Sacile, dolcetti a forma di castagna fritti nello strutto.

Originarie di Trieste e Gorizia sono le Favette triestine, golose palline a base di mandorle bianche e maraschino. Per donare un colorito rosa si usa lo cherry mentre per le favette marroni si usano il cacao e il rum.
Le colorate favette triestine
Quando si parla di Amaretti non ci si riferisce solo a Saronno o a Gallarate ma anche a Sassello, ridente cittadina in provincia di Savona. Altre particolari attrattive del savonese sono i Gobelletti (biscotti di pastafrolla farciti con marmellata e cosparsi di zucchero a velo) e i Torcetti (biscotti fritti al rum). Se ci troviamo invece nella Val d’Aveto approfittiamone per assaggiare la Pinolata, torta rotonda e soffice dal colore dorato e dalla superficie ricoperta ovviamente di pinoli.

Non solo pandoro e panettone, in Liguria il Natale si festeggia assaporando il Pandolce genovese, basso e rotondo preparato con uvetta sultanina, zucca candita, pistacchi, pinoli, semi di finocchio, acqua di fiori d’arancio e marsala. La tradizione vuole che il membro più giovane della famiglia porti il dolce in tavola e che sia invece quello più anziano a tagliarlo.
Tipico dolce natalizio della Liguria
Pan Speziale o Certosino: così invece è chiamato il tradizionale dolce che allieta le festività natalizie in Emilia Romagna, ma non è l’unico. Un posto di primo piano sulle tavole reggiane è riservato anche al Biscione reggiano dalla caratteristica forma di drago o di serpente, è una pasta di mandorle ricoperta di meringa.
Dole tipico reggiano
Si prepara, non solo a Natale, ma anche in occasione delle festività pasquali la Torta di tagliatelle, torta di pastafrolla ripiena di tagliatelle, mandorle, canditi e liquore.

I Sugali sono dolci poveri della tradizione contadina preparati, dopo la vendemmia, con il mosto unito a farina, semolino, semi di anice, pane grattugiato e scorza di limone.

È originario di Ferrara e precisamente di Comacchio un singolare dolce a forma di topino, il Topino d’Ognissanti che al posto degli occhi presenta due acini di uvetta. Il curioso biscotto nasce come ringraziamento dei comacchiesi alla Madonna per averli liberati dall’invasione dei topi che nel XV secolo infestarono il camposanto del paese, da qui la tradizione di prepararli in occasione della festa dei defunti.

Interminabile la lista di ingredienti di una leccornia originaria della zona orientale della regione, il Burlengo romagnolo: farina bianca, farina gialla, farro, orzo, riso integrale, uva passa, latte, miele, uova, pan grattato, liquore, caffè, scorza di arancio, scorza di limone, fichi secchi, pinoli, mandorle, noci, mele, pere e cacao amaro in polvere! Il duro lavoro è però giustamente ricompensato!
Il dolce tipico romagnolo
Più semplice ma non meno saporita la Torta Bonissima, una pastafrolla ripiena di miele e noci ricoperta da uno strato di cioccolato fondente, che dire … davvero b(u)onissima!!!

Per il momento concludiamo qui il nostro goloso viaggio. Speriamo di non avervi torturato troppo parlando di tutte queste golosità senza assaggiarne neanche un pezzettino!

Se avete intenzione di iniziare una dieta, vi conviene di rinviarla perché nei prossimi giorni il nostro viaggio nella dolcezza proseguirà per scoprire le prelibatezze che ci riservano il centro e il sud Italia!
fonte: B&B Italia
 
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ottobre 23, 2012

Abruzzo_Mappa
I dolci tipici abruzzesi, spesso legati alle feste e alle tradizioni locali, hanno ingredienti semplici e genuini.

Tra le numerose e gustose specialità ricordiamo: i cagionetti o caviciunette, dolce natalizio simile ad un raviolo fritto ripieno principalmente di cacao, mosto e ceci oppure castagne e mandorle o ancora di confettura d'uva o di amarene (secondo le tradizioni delle singole località abruzzesi), la pizza di mosto cotto, le pizzelle ripiene di marmellata, crema pasticciera o cioccolata, i bocconotti di Castel Frentano, dolci simili ai muffin, il parrozzo dolce tipico di Pescara, la cicerchiata dolce tipico di Carnevale e il fiadone simile a un raviolo fritto che può essere sia dolce che salato, le pizzelle, le sise delle monache di Guardiagrele dette Tre monti, le Peschette al tartufo, i pepatelli, il Pan dell'orso, i celli pieni, le zeppole di San Giuseppe, il torrone di Guardiagrele, il Dolce pan ducale di Atri e il torrone tenero al cioccolato aquilano, i taralli di Sant'Antonio e infine La Pupa, il Cavallo e il Cuore; questi tre dolci pasquali in realtà hanno la stessa ricetta e sono diversi solo nella presentazione e nei destinatari quando vengono donati.

Infatti la Pupa si regala alle "femminucce" (le sorelline, le figlie o le nipotine), il Cavallo agli "umminucce" (i fratellini, i figli o i nipotini) e il Cuore a una persona cara in genere (adulta). La pasta è composta da farina, mandorle tostate e tritate con la buccia, cioccolato, zucchero e uova. In genere le massaie e i pasticcieri le arricchiscono personalmente con altri ingredienti (per esempio canditi). È Inoltre famoso nel mondo il confetto di Sulmona.
 
sassi-d_abruzzo
Zeppole-di-San-Giuseppe
parozzo
Pan-di-spagna_450ingr
pepatelli
cicerchiata_abruzzi_in_carnival_food
peschette
bocconotti
cagionetti
confetti di sulmona
 
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ottobre 22, 2012


marche
Preparati con grande sapienza e maestria, i dolci marchigiani sono un’autentica gioia per il palato, come le castagnole, palline di pasta dolce fritte in olio e strutto e spolverizzate di zucchero a velo, le beccute, pagnottine di pane dolce a base di farina e decorate con pinoli ed uva sultanina, i caciuni, ravioloni di pasta di pane riempiti con pecorino, uova, zucchero, e scorze di limone,le ciambelle al mosto, fatte con farina, semi d’anice, olio, zucchero e mosto d’uva appena spremuto, e la cicerchiata, dolce tipico del carnevale, pressoché simile ai più celebri struffoli napoletani. 

Le Marche sono il punto d’incontro tra le gastronomie del nord e del sud Italia. Il territorio piceno attinge a piene mani dalle materie prime di terra e di mare, aromatizzate dalle erbe odorose delle colline, dando vita così a piatti gustosi che fanno uso dei prodotti agricoli, del pesce, degli animali da cortile.
Sfrappe
Conosciute in tutta sotto diversi nomi, le sfrappe sono il tipico dolce di carnevale, da tempo immemore parte della tradizione culinaria marchigiana.
Scroccafusi
La cucina marchigiana tradizionale racchiude in sé una forte tradizione dolciaria. Gli scrocca fusi ne sono un esempio.
 
Pizza di Pasqua
Un dolce tipico della tradizione culinaria marchigiana. La pizza di pasqua è da decenni una delle preparazioni più apprezzate.
Pizza di Natale
Un dolce natalizio decisamente adatto alla degustazione anche nel resto dell’anno. Un gusto speciale per un dolce adatto a grandi e piccini: la pizza di natale.
La cicerchiata
Dolce tipico delle Marche dal forte contenuto calorico ma al contempo dal gusto estremamente piacevole e intenso. Un dolce adatto a grandi e piccini: la cicerchiata.
Ciambellone alla marchigiana
Un dolce semplice e gradevole. Di semplice preparazione e apprezzato protagonista della tradizione dolciaria regionale: il ciambellone alla marchigiana.
Ciambelle di Pasqua
Il nome suggerisce un dolce tipicamente pasquale, apprezzato generalmente sia dai grandi che dai piccini, immancabile nelle case marchigiane: le ciambelle di pasqua.
Bostrengo
Questo dolce, per la grande quantità di ingredienti in esso contenuto viene chiamato tradizionalmente “il  pulisci-credenza”, e viene solitamente preparato nel periodo natalizio: parliamo del Bostrengo.
 
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