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martedì 26 maggio 2015

Chocolate cake, la torta golosa.

  • Ingredienti: per 6 persone

5 tuorli
120 g di zucchero
3 cucchiai di olio
150 ml di acqua
120 g di farina
70 g di cacao
1 cucchiaino di lievito
6 albumi
1 pizzico di sale
80 g di zucchero

Per la crema chantilly:

200 ml di panna da montare
20 g di zucchero
1 cucchiaio di liquore a piacere

 

Torta ai mirtilli e mandorle.

  • Ingredienti: per 6 persone

pasta brisè fresca o surgelata
60 g di mandorle tritate
60 g di zucchero
1 uovo
30 g di miele
30 g di farina
1 albume
30 g di zucchero extra
250 g di mirtilli freschi o surgelati
2 cucchiai di mandorle in scaglie

Il mirtillo è indicato per tutte le forme di disturbi intestinali, disturbi del fegato, tendenza alle emorragie per fragilità dei capillari, disturbi della circolazione in genere e per i problemi alla vista.

L'acido idroccinnamico presente nel mirtillo è molto importante per il nostro organismo, in quanto è in grado di neutralizzare le sostanza cancerogene prodotte nell'apparato digerente.

Dolce russo con arancia e limone canditi.

  • Ingredienti: per 8 persone

Per il dolce:
Ricotta romana: 500 g
Mandorle spellate: 50 g
Ciliegie candite: 50 g tagliate a cubetti
Uvetta sultanina: 80 g
Burro: 100 g
Acqua di Rose: 1 cucchiaino per uso alimentare
Bucce di Arancia e Cedro Candite
Tuorli d’uovo: 2
Zucchero: 70 g

Per la decorazione:
Arancia e Limone Canditi
Ciliegine Candite e Mirtilli

 

Torta con arance candite e marmellata di albicocche.

  • Ingredienti: per 4 persone

 

100 g di scorza d’arancia candita.
80 g di burro
100 g di zuchero
2 uova
3 cucchiai di marmellata di albicocche
120 g di farina
1/2 cucchiaino di lievito
sale q.b.

 

Come tutti sanno le arance sono un 'ottima fonte di vitamina C; questa vitamina ha molteplici proprietà in grado di apportare vari benefici al nostro organismo a vari livelli.

Rafforza il sistema immunitario contro l'attività di virus ( soprattutto nella stagione invernale ) e batteri, previene l'insorgere di disturbi cardiovascolari e, grazie alle sue proprietà antiossidanti, combatte l'attività dei radicali liberi.

Inoltre la vitamina C permette al nostro organismo un miglior assorbimento del ferro ed ha altresì proprietà antianemiche.

La ciaramicola è un po’ il simbolo di Perugia.

  • Ingredienti: per 6 persone

 

550 g farina di grano tenero
3 uova intere
300 g zucchero
120 g strutto o burro
1 bicchierino Alchermes
rhum
agente lievitante: pirofosfato disodico, sodio bicarbonato e amido di mais

Per la glassa:

2 albumi d’uovo montati a neve con lo zucchero

Per la decorazione:

confettini colorati.

 

La ciaramicola è un po’ il simbolo di Perugia: il rigonfiamento centrale rappresenta la Fontana Maggiore ed i cinque angoli raffigurano i rioni della Città Vecchia.

Il rosso ed il bianco sono i colori della città (e della maglia della squadra di calcio), mentre i confettini, di color giallo, verde ed azzurro, richiamerebbero il frumento maturo, i pascoli delle montagne e le acque del vicino Lago Trasimeno.

Ormai la ciaramicola si gusta e si può acquistare tutto l’anno, sia presso i fornai che presso la grande distribuzione.

Ciaramicola_thumb

Torta farcita di mele.

  • Ingredienti: per 6 persone

 

300 g di farina
1 pizzico di sale
180 g di burro
6 cucchiai di acqua

Per la farcitura:
3 mele
1 pizzico di sale
2 cucchiai di uvette
1/2 limone
4 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cannella
1 tuorlo acqua q.b.

 

Unico consiglio che si può suggerire è quello di consumare mele biologiche, al fine di poterne consumare anche la buccia, ove risiedono sostanze "benevole". In tutti gli altri casi non esistono controindicazioni, sia cruda che cotta, oppure in succo fresco piuttosto che in infusi e decotti. Un cenno particolare và fatto invece all'aceto di mela, che stando agli ultimi studi pare abbia la proprietà di contribuire in modo positivo a fissare il calcio nelle ossa e di distruggere i batteri nocivi che risiedono nell'intestino.

Torta-farcita-di-mele

Meringhe gialle, leggerissime e friabili.

  • Ingredienti: per 4 persone

 

6 albumi
300 g di zucchero
2 bustine di zafferano
1 noce di burro

 

La meringa (o spumiglia) è una preparazione dolce a base di albume di uova e zucchero a velo. Tipica della cucina italiana, di quella di Minorca e di quella francese, ne esiste, tuttavia, una versione leggermente diversa dalla tradizionale in Sardegna.

La meringa, leggerissima e friabile, trova applicazione in diverse preparazioni dolci. Le più note sono la meringata, les Îles flottantes, gli spumini bianchi o ricoperti di cioccolato fuso, i funghetti, le dita di dama, le meringhette, i dischi di meringa per torte gelate, i fondi per vacherin e per le uova alla neve.

Le meringhe ordinarie sono spesso cotte in forma di ciuffo. Vengono poi accoppiate, schiena contro schiena, con panna montata o cioccolato e posate in pirottini di carta. Sebbene sia solitamente bianca, la meringa può essere variamente colorata per creare contrasti di colore con altri ingredienti del dolce. Può, inoltre, venire aromatizzata, ad esempio con aggiunta di cacao, vaniglia, gocce di limone.

Meringhe gialle

Torta alla cannella con noci.

  • Ingredienti: per 6 persone

 

150 g di farina
50 g di farina integrale
2 cucchiaini di lievito
80 g di burro
2 uova
100 g di zucchero di canna
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di rum
1 mela piccola
60 g di noci
10 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
10 g di zucchero di canna per guarnire

 

Una delizia da gustare nel silenzio del mattino quando il tempo sembra fermo

Torta alla cannella

Torta di ricotta.

  • Ingredienti: per 6 persone

 

Per l’impasto:

300 g di farina
150 g di burro
150 g di zucchero
2 tuorli
1 uovo
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
scorza di limone

Per il ripieno:
250 g di ricotta
1­­­/2 bicchiere
1 bustina di zafferano
2 tuorli
5 cucchiai di zucchero
1 bustina di vanillina
zucchero a velo q.b.

 

La ricotta è un latticino importante per le sue caratteristiche nutrizionali che va consumata fresca, per evitare di diventare acida.

Vi è una differenza fra la ricotta dura e asciutta e quella fresca e morbida: la prima può essere conservata più a lungo di quella cremosa.

Torta di ricotta

Torta di nocciole, una torta facile da preparare e perfetta per chiudere il pasto in modo goloso.

  • Ingredienti: per 6 persone


300 g di nocciole
200 g di farina
100 g di burro fuso
150 g di zucchero
mezza Tazza di caffè
mezza Tazza di latte
una Bustina di lievito
un Cucchiaio di olio extravergine di oliva
2 Cucchiai di Rum
un Pizzico di vanillina


In questa ricetta italiana le nocciole danno vita ad una torta facile da preparare e perfetta per chiudere il pasto in modo goloso.

Il nocciolo, ampiamente diffuso nell’emisfero boreale, è stato uno dei primi alberi da frutto utilizzati e coltivati dall’uomo nella storia.
La sua diffusione era talmente capillare che divenne rapidamente fondamentale per l’economia delle prime popolazioni nomadi.

Questa importanza, d’altronde, è testimoniata dal valore simbolico attribuito a questi frutti dalle popolazioni dell’Italia settentrionale più di tremila anni fa, quando le nocciole tostate venivano utilizzate come offerte funerarie da collocare all’interno delle tombe.

L’importanza di questi frutti era determinata soprattutto dalla grande quantità di olio che si poteva produrre pestandole e dal fatto che nell’Italia settentrionale del tempo rappresentava la principale fonte di olio alimentare.

In particolare in Piemonte questi frutti venivano utilizzati per ricavarne una pasta che veniva conservata all’interno di vasi per poi essere utilizzata in moltissime preparazioni alimentari tipiche della regione, in particolare torte e, dal XIX secolo, per dare vita alla gianduja.

Lo sapevate che...

Nell’antica Roma donare una pianta di nocciolo propiziava felicità a chi la riceveva?

Torta di nocciole

Ciambelline all'anice.

  • Ingredienti: per 6 persone


400 g di farina
8 cl di olio extravergine di oliva
100 g di zucchero
8 cl di vino bianco
un Cucchiaio di semi di anice

 

Probabilmente a causa della semplicità della loro preparazione, le ciambelle sono uno dei prodotti gastronomici con maggiori varianti in Italia.

Dolci o salate, cotte al forno o fritte, semplici o arricchite dagli ingredienti più disparati, le varie tipologie di ciambelle sono infatti accomunate solo dalla loro particolare forma ad anello.

La varietà proposta in questa ricetta è arricchita dall’aroma dei semi della pianta dell’anice, che sono utilizzati in Italia sin dai tempi antichi sia a scopi medici che gastronomici.

Nonostante l’anice sia originaria dell’Iran, infatti, diverse testimonianze storiche ne attestano la coltivazione nell’Antico Egitto già tremila anni fa.

Non stupisce, quindi, che l’impiego di questi semi per l’aromatizzazione di cibi e bevande fosse diffuso già nell’Antica Roma.

Alcuni autori latini, infatti, riportano di come i semi d’anice fossero utilizzati oltre che per conferire un inebriante aroma, anche per stimolare i sensi, poiché si ritenevano possedessero portentose proprietà afrodisiache.

Ciambelline all'anice

sabato 23 maggio 2015

Torta d'agosto.

  • Ingredienti: per 6 persone

    130 g di farina
    15 g di lievito
    130 g di zucchero
    80 g di burro
    una Bustina di vanillina
    4 pesche a polpa bianca
    100 g di yogurt
    2 Cucchiai di pane grattugiato finissimo
    sale q.b.
    3 uova

Per la decorazione:

    zucchero a velo q.b.


Fresche e rinfrescanti, sembra che le pesche, come molti altri alimenti, siano state introdotte in Europa da Alessandro Magno in seguito alla conquista della Persia da parte del suo esercito.

L’albero del pesco è infatti originario dell’odierna Cina, da dove sarebbe stato esportato in Persia da alcune popolazioni nomadi.

Da lì le pesche si sarebbero diffuse in alcuni dei paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo come la Grecia, per l’appunto, l’Egitto, dove erano considerate il frutto sacro di Arpocrate il dio dell’infanzia, e a partire dal I secolo d.C. nel territorio romano.

Torta d'agosto

Canederli di albicocche.

  • Ingredienti: per 4 persone

1 kg di patate (preferibilmente farinose)
250 g di farina
3 uova
200 g di burro
100 g di pane grattugiato
sale
100 g di zucchero
cannella in polvere q.b.
16 albicocche snocciolate


I canederli sono una varietà di gnocchi, una pietanza dalle origini antichissime, probabilmente il primo formato di pasta creato dall’uomo.

Sebbene gli gnocchi di patate, infatti, nascano intorno al XVIII secolo, ne esistono altre varietà, come quelli di semola, di riso o di pane secco, le cui ricette compaiono oltretutto in diversi ricettari medievali.

Queste preparazioni, estremamente semplici ed economiche, non solo erano tipiche della cucina popolare, ma erano molto apprezzate anche sulle lussuose tavole delle corti italiane del tempo, tanto che sia Cristoforo Messisbugo che Bartolomeo Scappi, due importanti cuochi di corte durante il rinascimento, riportano nei loro libri alcune ricette di gnocchi.

I canederli, che possono essere cotti in brodo o serviti asciutti conditi con burro, spezie o formaggio, non sono altro che i discendenti di queste ricette medievali che sono a tutt’oggi diffuse nella zona dell’arco alpino.

Canederli di albicocche

Mousse di Parmigiano con pere al vino rosso.

  • Ingredienti: per 4 persone

300 g di panna fresca
200 g di Parmigiano Reggiano
500 g di pere William
60 g di vino rosso secco
un Cucchiaio di zucchero
un Cucchiaio di miele
15 g di fogli di colla di pesce

L’abbinamento tra pere e formaggio è tipico della cultura gastronomica italiana e affonda le sue radici già nel XIII secolo.
Questo sodalizio nasce nelle abitudini di fine pasto: un tempo, infatti, era convinzione dei medici che si dovesse terminare il pasto mangiando un cibo astringente, quali ad esempio le pere e i formaggi.
Quanto pere e formaggi siano simboli della fine della cena è testimoniato anche dai versi di Francesco Petrarca:

“addio: l’è sera,
or su vengan le pera,
il cascio e ‘l vin di Creti”
 
(addio, è sera, ora  si portino le pere, il formaggio e il vino rosso di Creta)


Ma l’abbinamento del formaggio con le pere non è riconducibile ad una semplice raccomandazione medica: questo sodalizio rappresenta infatti il punto d’incontro tra la cultura contadina e quella nobile.
Da una parte vi è il formaggio, il cibo di Polifemo, emblema del mondo contadino e degli umili, per i quali rappresentava una delle principali fonti di sostentamento. Dall’altra ci sono le pere: un cibo costoso, difficile da conservare e poco sostanzioso: un vero e proprio lusso che si potevano concedere soltanto i signori. Ed è proprio quando il formaggio si fa spazio sulle tavole dei nobili, durante i periodi di magro imposti dalla religione cristiana, che nasce l’idea di abbinare gli umili latticini alle preziose pere. Una sintesi quasi perfetta della storia, non solo gastronomica, italiana.

Mousse di Parmigiano con pere al vino rosso

I papassini deliziosi biscotti sardi.

  • Ingredienti: per 6 persone

500 g di mandorle sgusciate
100 g di gherigli di noci
500 g d'uva passa
5 dl di saba (mosto d'uva cotto)

 

Le origini della mandorla si trovano nell’Asia minore: lo testimonia la ricchezza delle ricette a base di questo profumatissimo frutto.

L’uso a scopi alimentari si è diffuso presto in tutto il bacino dell’area mediterranea fin dai tempi antichi: in Italia le mandorle regalano vere e proprie perle gastronomiche come confetti, biscotti, pasticcini, marzapane.

Il papassino è un dolce tipo della Sardegna, chiamato anche papassìno, pabassino, papassinu (al singolare) e papassini, pabassinas, pabassinos, papassinos (al plurale). Tradizionalmente sono preparati per la ricorrenza di Ognissanti. Sono fatti da un impasto di pasta frolla e uva passa, mandorle, noci, scorza di limone (o arancia) grattugiata e miele, e cotti al forno ad una temperatura di 200°. Gli ingredienti tipo sono: farina 00, uva sultanina, zucchero, uova fresche, vino cotto (sapa), margarina vegetale, mandorle, latte e lievito chimico.

Il nome deriva dal vocabolo papassa o pabassa che in lingua sarda significa uva sultanina. Ogni paese dell'Isola prepara il dolce in diversi modi e gli ingredienti variano a seconda della regione storica ma sempre con la costante presenza dell'uva passa. La loro preparazione è legata alle ricorrenze autunnali, periodo nel quale l'uva passa raggiunge la maturazione.

Nella parte meridionale dell'Isola sono aromatizzati con ingredienti quali cannella e vaniglia mentre nella parte settentrionale prevalgono le scorze di arancio e di limone insieme ai semi di finocchio selvatico. L'area di maggiore diffusione è la Sardegna centrale.

Papassinos

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