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giovedì 4 febbraio 2016

Biscottini di frolla decorati con pasta di zucchero e ghiaccia reale.

Ingredienti:

Farina debole 400 g
Miele 150 g
Zucchero 120 g
Uovo 1
Burro 120 g
Aroma di rose q.b.
Lievito istantaneo per dolci 5 g

Per la decorazione:

Pasta di zucchero rossa q.b.
Gelatina alimentare pizzico
Ghiaccia reale q.b.

Volete regalare dei golosi biscottini fatti con le vostre mani? La nostra cake designer  realizza, step by step, golosi biscottini di frolla decorati con pasta di zucchero e ghiaccia reale. Posti in una scatolina e chiusi con cura, si trasformano in un preziosissimo cadeau.

Biscotti di San Valentino

I cupcakes romantici di San Valentino sono perfetti per stupire il vostro partner.

Ingredienti: per 12 cupcakes

180 g di burro morbido leggermente salato
180 g di zucchero semolato extrafine
180 g di farina 00
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
3 uova a temperatura ambiente
70 g di latte intero alta qualità
1/2 cucchiaino di paprika dolce
1 stecca di vaniglia

Per la glassa:
100 g di albume
600 g di zucchero a velo

Per decorare:
200 g di pasta di zucchero bianca
colorante alimentare rosso
formine di metallo a forma di cuore
nastri di raso rosso  

Cupcake di San Valentino

Torta di zucca e arance con mandorle tostate.

Ingredienti: per 4 persone

1 kg di zucca
240 g dipancarrè
60 g di parmigiano grattugiato
60 g di pecorino grattugiato
100 g di burro
40 g di mandorle tostate
2 dl di panna
4 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaio di zucchero
2 uova
1 arancia
1 pizzico di sale

torta_di_zucca_e_arance

Il Mondo dei Dolci: le 10 ricette più lette e più viste nel mese di Gennaio 2016

1.- La versione moderna del panpepato risale, presumibilmente, al '700.

La versione moderna del panpepato risale, presumibilmente, al '700.

La versione moderna del panpepato risale, presumibilmente, al '700. Il termine “panforte” appare, per la prima volta, agli inizi del XIX secolo quando Ugo Foscolo, in una lettera del 1813, ricorda di aver ricevuto in omaggio dalla “Donna gentile Quirina Magiotti Mocenni[...] panforti e parecchi fiaschetti di Montalcino”. Ciò fa desumere che già nel secolo precedente qualche intraprendente

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sabato 30 gennaio 2016

La versione moderna del panpepato risale, presumibilmente, al '700.

La versione moderna del panpepato risale, presumibilmente, al '700. Il termine “panforte” appare, per la prima volta, agli inizi del XIX secolo quando Ugo Foscolo, in una lettera del 1813, ricorda di aver ricevuto in omaggio dalla “Donna gentile Quirina Magiotti Mocenni[...] panforti e parecchi fiaschetti di Montalcino”.

Ciò fa desumere che già nel secolo precedente qualche intraprendente speziale abbia effettuato esperimenti sul tradizionale dolce medioevale, ricavandone una versione più delicata, senza pepe e arricchito di canditi. Le affinità tra i due dolci finirono per far accostare fra loro anche le rispettive definizioni lessicali, generando l'equivoco che panforte e panpepato fossero la stessa cosa.

Procedendo nella ricerca di ricette sempre più nuove, si giunse nel 1887 all'invenzione del panforte bianco. Pare che quell'anno, in occasione della visita a Siena della regina Margherita e del Re Umberto di Savoia, un maestro di cerimonia abbia cambiato nuovamente gli ingredienti del panforte utilizzando canditi più chiari e ricoprendo il dolce con uno strato di zucchero a velo. In onore della sovrana questo tipo di panforte fu denominato “Margherita” ed è rimasta la versione più tradizionale e conosciuta.

Casetta_di_panpepato

Panforte il dolce senese tipico per eccellenza.

Il dolce senese tipico per eccellenza, quello che vanta le origini certe più antiche e maggiore notorietà, è il panforte. Sarebbe il discendente diretto del primo manufatto di dolceria, che si chiamava “pan mielato”.

Siamo nella leggenda: agli originali ingredienti, farina, acqua e miele, sarebbe stata aggiunta successivamente la frutta e questa avrebbe fatto ammuffire il dolce, facendolo diventare acido. Usando un latinismo, da quel momemto lo chiamarono panforte in quanto, in latino, “fortis” ha proprio il significato di acido. In realtà, alla sua prima apparizione documentata, questo dolce si chiamava panpepato ed era composto di farina di grano, miele, spezie, fichi secchi, marmellata, pinoli e aromatizzato con pepe.

Sappiamo, infatti, che fin dal 1206 le monache del Monastero di Montecelso, nei pressi di Fontebecci, ricevevano, come tributo, dai coloni censuari del Convento, “panes piperatos et melatos”, cioè pani insaporiti di pepe e miele . Se questa pratica era già diffusa all'inizio del '200, possiamo ritenere che l'origine del panpepato risalga al secolo precedente.
Panforte

Tiliccas tradizione dolciaria sarda legata alle mandorle.

Ricetta per persone n. 4

Ingredienti:
    250 g di farina 00
    80 g di zucchero
    80 g di burro
    sale
Per il ripieno:
    1/2 l di sapa (mosto di uva bianca)
    150 g di semola di grano duro
    100 g di mandorle
    1 arancia
    40 g di cacao amaro
    confettini colorati
    burro per la placca
    farina per la placca
tiliccas

    La tradizione dolciaria sarda si lega principalmente a due alimenti tipici della gastronomia locale: la saba e le mandorle. Entrambi gli ingredienti compaiono in un dolce che quasi dispiace mangiare vista la maestria che è necessario dimostrare per il suo confezionamento. Parliamo delle Tiliccas. Si tratta di finissime sfoglie di pasta candida,  ricolme di saba ( resa dalla cottura del mosto ), e di mandorle aromatizzate con della gradevole scorzetta di limone e arancia.

    Preparazione:  1 ora più il tempo di riposo + 1 ora e 20’ di cottura.
    • Mettete le mandorle in acqua bollente e lasciatele per circa 2 minuti, poi scolatele e distribuitele sulla placca.
    • Passatele in forno a 150 °C e fatele asciugare, senza farle tostare, quindi pelatele e tritatele finemente.
    • Pelate l’arancia ricavando solo la parte colorata della buccia; tritatela e unitela alle mandorle.
    • Versate la sapa in una casseruola e portatela a ebollizione, quindi unite la semola lasciandola cadere a pioggia, il cacao, il trito di mandorle e arancia e proseguite la cottura a fuoco dolce per 30 minuti, fino a quando il composto si sarà addensato.
    • Togliete dal fuoco e fate raffreddare.
    • Preparate la pasta: setacciate la farina sulla spianatoia insieme con un pizzico di sale, fate al centro la fontana e unite lo zucchero e il burro, ammorbidito e tagliato a pezzetti.
    • Lavorate bene il tutto incorporando l’acqua necessaria a ottenere un impasto omogeneo.
    • Formate con l’impasto una palla, avvolgetela in un canovaccio e fatela riposare per circa 30 minuti.
    • Tirate la pasta ottenendo una sfoglia molto sottile e ricavatene dei dischi di circa 10 cm di diametro usando la rotella dentata.
    • Distribuite al centro dei dischi un cucchiaio di composto di sapa, quindi rialzate i bordi ottenendo un orlo festonato.
    • Disponete i dolci su una placca imburrata e infarinata, poi passate in forno caldo a 170 °C per 30 minuti.
    • Sfornate, guarnite con i confettini colorati, fate raffreddare e servite.

    Vino consigliato: abbinate a questa preparazione il Monica di Cagliari dolce o il Recioto della Valpolicella.

    monica-di-sardegna-santamaria-della-palma-2009


    La zona vinicola che interessa la produzione del vino sotto la denominazione di origine controllata Monica di Cagliari comprende tutto il Campidano, nella parte sud occidentale dell'isola fino alla Piana di Terrealba.
    La zona ha un clima mediterraneo mite, interessato da venti carichi di salsedine, con suoli molto variegati a seconda della micro area interessata.
    L'area si è originata da una fossa tettonica con sedimenti di calcare e marne. La zona è relativamente pianeggiante con piovosità scarsa.
    La cultura della vite risale alla dominazione di Cartagine sull'isola, sostituita poi dalla Roma repubblicana e passata ancora di mano nei secoli successivi fino ai giorni nostri.
    La parte meridionale dell'isola però fu più influenzata dalla dominazione spagnola nella scelta dei vitigni piuttosto che dall'occupazione piemontese del settecento che a nord importò il Barbera e il Trebbiano.
    È quindi una zona a coltivazione prevalentemente autoctono e verace, dove si coltivano viti robuste e basse per proteggere i raccolti dai venti caldi e marini del sud, che spazzano questa parte del mediterraneo senza incontrare ostacoli naturali quali montagne e alte zone collinari..
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Couscous dolce ai fichi con pistacchi e cannella.

Ricetta per persone n. 6



Ingredienti:
    500 g di couscous precotto
    100 g di pistacchi sgusciati
    50 g di zucchero a velo
    10 g di cannella macinata
Per i fichi caramellati:
    24 fichi fioroni scuri
    200 g di zucchero semolato
    succo di limone
    olio di oliva
Couscous dolce ai fichi
    Preparazione: 40’ più il tempo di riposo e raffreddamento + 25’ di cottura
    • Coprite il couscous con 5 dl di acqua bollente e lasciate che si gonfi per circa 10 minuti.
    • Raccoglietelo in una terrina e addolcitelo con lo zucchero a velo.
    • Profumatelo con la cannella, mescolate bene e fate raffreddare.
    • Nel frattempo preparate i fichi caramellati: lavateli bene e asciugateli con cura.
    • Versate in un polsonetto o in un tegamino 4 cucchiai di acqua, unite lo zucchero, qualche goccia di succo di limone e fate sciogliere, mescolando con un cucchiaio di legno.
    • Quando la soluzione comincerà a colorirsi, agitate bene il recipiente (non usate più il cucchiaio perché si attaccherebbe allo sciroppo).
    • Continuate la cottura fino a ottenere un caramello biondo.
    • Togliete il polsonetto dal fuoco e intingetevi, uno a uno, i fichi prendendoli con una forchettina.
    • Quando saranno avvolti nel caramello posateli su un piano di marmo o di metallo, leggermente unto, a raffreddare.
    • Unite al couscous i pistacchi tagliati a lamelle e qualche fico ridotto a quartini, mescolate bene e distribuite il ricavato nei singoli bicchierini.
    • Completate con gli altri fichi caramellati e servite.

    Vino consigliato: la presenza di fichi e di zucchero obbliga a scegliere un vino dolce come il Moscato di Noto o l’Erbaluce di Caluso Passito.

    moscato di noto

    La tradizione vitivinicola dell’ area sud-orientale della Sicilia è ben viva nella memoria della gente del luogo, qui la coltivazione della vite è stata per lungo tempo l’attività agricola prevalente. Il territorio di Pachino ha svolto per parecchi anni il ruolo di centro di produzione di mosti e vini prevalentemente impiegati per il taglio di vini più blasonati, acquistati dal nord Italia e dalla Francia in grandi quantitativi. La Marabino si pone come obbiettivo di riqualificare una zona che oggi è centro di grande interesse e di valorizzazione sotto il profilo commerciale, grazie a caratteristiche pedoclimatiche tali da permettere di ottenere vini di grande pregio. La nostra attenzione è rivolta alla cura del territorio, per questo abbiamo scelto di usare esclusivamente prodotti naturali che seguono i principi dell’agricoltura biodinamica, per aiutare la vigna a trovare e mantenere l’equilibrio in sintonia con la natura e per far esprimere finalmente al vino la profondità del carattere della propria terra.
    Il Moscato di Noto si produce nella Sicilia orientale, nei comuni di Noto, Rosolini, Pachino e Avola, in provincia di Siracusa. E’ ottenuto con le uve di Moscato bianco, localmente denominato Moscato giallo o Moscatella, e, in base al disciplinare, può essere naturale, spumante e liquoroso. Il riconoscimento della Doc risale al 1974 (GU n. 199/74) e il Moscato di Noto, insieme e quello di Siracusa e all’Eloro rosso, rientra nel Consorzio tutela vini del Siracusano. Dopo il picco produttivo del 1993, quando ha superato i 1.100 ettolitri, il Moscato di Noto ha registrato un drastico calo dei volumi. Nel 1999 in particolare si è tenuto sotto i 200 ettolitri.

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Ananas, mango e arance ghiacciati sullo stecco.

Attrezzi necessari.
spremiagrumi, coltello, frullatore o mixer a immersione, stampini per ghiaccioli
Con pera e banana.
Per ottenere una consistenza più pastosa potete sostituire il miele con lo stesso quantitativo di latte condensato zuccherato. Questi ghiaccioli si conservano in freezer per 2-3 mesi e possono essere preparati utilizzando altra frutta tipo polpa di pera e banana, unendo in questo caso anche il succo di mezzo limone.

Ingredienti: per 10 persone
1 ananas medio maturo
1 mango maturo
1 cucchiaio colmo di miele di acacia
2 arance
Preparazione: 15’
Frutta ghiacciata sullo stecco
  • Eliminate la base e il ciuffo dell’ananas, pelatelo e togliete con un coltellino le parti scure.
  • Tagliate il frutto in 6 spicchi, eliminate il torsolo centrale e riducete la polpa a tocchetti.
  • Lavate e asciugate il mango, tagliatelo in due parti incidendo intorno al nocciolo centrale, prelevate la polpa ed eliminate la buccia.
  • Spremete le arance e versate il succo nel frullatore.
  • Unite il miele, la polpa di ananas e di mango, frullate fino ad ottenere una purea omogenea.
  • Versatela negli appositi stampini per ghiaccioli e trasferiteli in freezer per almeno 6 ore.
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Crema di yogurt al miele, avocado (o mango) e nocciole.

La ricetta originale ha un sapore molto particolare grazie all'avocado che non e molto dolce.

E un dessert perfetto per chi non 'e molto goloso ma vuole concedersi ugualmente uno sfizio a fine cena. Sicuramente originale.

Per farlo piu dolce io aggiungerei/sostituire un mango all'avocado.


Ricetta per persone n. 4

Ingredienti:
250 g di yogurt bianco intero
100 g di nocciole
50 g di miele
1 avocado
Crema di yogurt al miele e avocado
Preparazione: 25’ + 10’ di cottura.

Crema tropicale alla papaia con latte di cocco e arancia.

Oggi vi proponiamo una deliziosa crema tropicale alla papaia, un dessert buonissimo e goloso che potete servire dopo pranzo o dopo cena se volete qualcosa di più vivace di una semplice crema pasticcera, che per quanto sia buonissima a volte può risultare noiosa. La crema tropicale alla papaia è semplicissima da realizzare, useremo il latte di cocco che trovate in tutti i negozi specializzati

Ricetta per persone n. 4




Ingredienti:
2 papaie mature
5 dl di latte di cocco
250 g di zucchero di canna
3 cucchiai di succo di limone
il succo di 1/2 arancia
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
cubetti di papaia per decorare

Crema tropicale alla papaia

Decorazioni con il Marshmallow Fondant.

Ingredienti:
150 gr. di caramelle marshmallow
330 gr. di zucchero a velo
3 cucchiai d’acqua
Amido di mais per la lavorazione successiva

Quanto alle caramelle quelle di Lidl (non è pubblicità) battono tutti in qualità e prezzo; pollice  giù per le Haribò non solo per il prezzo quanto perché sono ricoperte di zucchero ed è preferibile evitare.
Lo zucchero a velo deve essere acquistato; fate voi marca e supermercato purchè non sia fatto in casa in quanto non conterrebbe un certo quantitativo di amido necessario per una buona riuscita.
I coloranti dovrebbero essere in pasta, molto molto difficili da trovare; quelli in polvere aggiunti all’impasto non si amalgamano ed il colore non è uniforme; quindi l’unica è usare quelli liquidi (io ho preso questi 4 colori).
Eccoli:
mmf-colori

lunedì 25 gennaio 2016

Gelato al torrone con pistacchi e canditi.

Ingredienti:

40 g di zucca rossa candita
30 g di cedro candito
30 g di mandorle dolci
20 g di pistacchi
250 g di zucchero
1 l di latte
4 tuorli d'uovo
1 bustina di zucchero vanigliato.

Il torrone è un dolce molto antico e viene considerato tipico di molte regioni, non solo italiane.
A Benevento, la tradizione del torrone risale all'epoca sannita: apprezzato e consumato dalle classi agiate, come da quelle più povere, il torrone era conosciuto già al tempo dei Romani come dimostrano alcuni scritti di Tito Livio. Anche il poeta latino Marco Valerio Marziale ci racconta che la cupedia, nome con cui era conosciuto dai romani il torrone, era una delle specialità gastronomiche del Sannio e non a caso i venditori ambulanti di torrone vengono chiamati "cupetari".
Gli Arabi portarono questo dolce lungo le coste del Mediterraneo, in particolare in Spagna e in Italia. La versione spagnola del torrone ha origine nella città di Alicante in particolare a Gigona e le sue prime attestazioni certe risalgono al XV secolo.
Gelato al torrone

Bon bon borracho con mango, rhum e menta fresca.

Ingredienti:

Mango q.b.
Menta Fresca q.b.
100 g Pan Di Spagna
1.5 dl Rhum Scuro
2 dl Caffe' Moka In Tazza
Cannella q.b.
140 g Latte Condensato

Vi hanno presentato diverse volte il bon bon borracho e siete curiosi di scoprire come preparalo?
Se siete curiosi di acquistare un ottimo bon bon borracho, seguite la nostra ricetta!
bon bon borracho

giovedì 21 gennaio 2016

Semifreddo con salsa di fragole.

Ingredienti: per 6 persone
Ingredienti per il semifreddo:
1lt di panna fresca
1 vasetto di marmellata
150 gr di meringhe
4 cucchiai di zucchero a velo
Ingredienti della salsa alle fragole:
200 gr fragole
100 gr zucchero
1/2 limone
1 cucchiaino di maizena

Questa ricetta è davvero facile e veloce veloce. In più è bella fresca e questa estate ne abbiamo fatto scorpacciate.

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